Dagli atti persecutori si passa alle aggressioni, paura nel cuore di Rimini

Una relazione a tre scatena una furibonda lite in mezzo alla strada, in manette un macedone 33enne

Nel primo pomeriggio di sabato, durante un controllo del territorio, una pattuglia delle Volanti della polizia di Stato è intervenuta in via duca degli Abruzzi per quella che, in un primo momento, era apparsa una banale lite in strada. Gli agenti si sono trovati davanti una donna 31enne italiana e un uomo 41enne romeno i quali hanno raccontato di essere stati aggrediti da un uomo armato di coltello. Mentre il personale della polizia di Stato cercava di capire cosa fosse successo, sulla scena è apparso un macedone 33enne con una mano insanguinata. Vista la situazione contorta, i tre sono stati perquisiti, trovando un coltello nelle tasche del 33enne, e portati in Questura per chiarire cosa fosse realmente successo.

Secondo quanto emerso, grazie alle indagini della squadra Mobile,  dietro una “semplice” lite in strada c’era in realtà una lunga serie di atti persecutori. La 31enne, infatti, ha dichiarato di aver allacciato, nel 2016, una relazione sentimentale con il 33enne nonostante, questi, fosse già sposato e padre di due figli. Il menage, tuttavia, si è rivelato fin da subito a causa della folle gelosia da parte del macedone che ha iniziato a tormentare la ragazza pedinandola continuamente e appostandosi sotto casa di lei a qualsiasi ora del giorno e della notte. Non sono mancate le incursione sul luogo di lavoro della 31enne con, il 33enne, che dopo averla insultata pesantemente l’ha percossa davanti a clienti e collaboratori.

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Nel primo pomeriggio di sabato, la ragazza era uscita da un bar nei pressi della stazione ferroviaria e, a bordo di un autobus, si è diretta in via Duca degli Abruzzi dove ad attenderla vi era un suo amico. Mentre i due camminavano lungo la via 31, si è sentita afferrare per un braccio e voltatasi ha visto quell’uomo violento, che ha subito estratto da una tasca un coltello iniziando a urlare: ”Adesso ti ammazzo, io so tutto di te, so dove abiti e dove lavori, stai attenta”. L’amico ha tentato di difendere la donna dal macedone, ricevendo minacce e due pugni in pieno viso che lo hanno cadere a terra. Approfittando di un attimo di distrazione, i due sono riusciti a fuggire lungo a via chiedendo l’immediato intervento della polizia. Sulla base delle dichiarazioni della donna il 33enne, già noto alle forze dell'ordine per essere stato denunciato per fatti analoghi commessi nei confronti della moglie, è stato tratto in arresto per atti persecutori, lesioni e minacce aggravate, reato per il quale è stato trasferito nel carcere dei "Casetti".

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