Dal 2010 sono più di 650 le tonnellate di amianto rimosse a Rimini

Secondo una ricerca pubblicata da Ecoscienza sono 112 i casi di mesotelioma maligno registrati in provincia, numero e incidenza più bassa in Emilia Romagna

Il problema dello smaltimento dell’amianto, anche nella Regione Emilia Romagna, resta ancora attuale. Secondo una recente ricerca pubblicata da Ecoscienza sono 112 i casi di mesotelioma maligno registrati in provincia di Rimini, nell'arco dell'ultimo quinquennio. Si tratta del numero e dell'incidenza più bassa in Emilia Romagna, dove il totale per lo stesso periodo è di 2.567 casi. Il mesotelioma maligno è un tumore raro a prognosi ancora severa che insorge in genere in soggetti con pregressa esposizione ad amianto, anche sporadica e modesta. Nel nostro Paese, nonostante la messa al bando dell’amianto dal 1992, continuano a essere registrati oltre 1.500 casi di mieloma maligno all’anno legati al lungo tempo di latenza peculiare di questa malattia. La sede più colpita è quella pleurica (91,5%), seguita da peritoneo (7,5%) e pericardio e testicolo (1%). I settori di attività economica che più si sono dimostrati a rischio per la salute sono: - costruzioni edili - costruzione/riparazione di rotabili ferroviari - industria metalmeccanica - zuccherifici/altre industrie alimentari - produzione manufatti in cemento/ amianto.

Il Comune di Rimini investe da anni su un programma di smaltimento di manufatti in amianto per tutelare il più possibile i propri cittadini con uno specifico bando che offre incentivi economici a fondo perduto ai soggetti privati che lo rimuovono e smaltiscono, tramite ditte specializzate. Per il 2018, è possibile fare domanda dal 3 aprile scorso.Si tratta di un provvedimento fa seguito a quelli avviati e conclusi negli scorsi anni durante il quale il Comune di Rimini ha investito risorse per circa 350 mila euro. “Dal 2010 – è il commento di Anna Montini, assessore all'ambiente del Comune di Rimini - sono già state rimosse nel territorio comunale oltre 650 tonnellate di amianto. Un impegno costante, in coesione tra pubblico e privato, che ha portato in questo arco di tempo alla realizzazione di 548 interventi di bonifica da parte dei privati e a una rimozione complessiva in grado di ridurre sensibilmente i rischi per la salute. Questo nonostante Rimini sia già messa meglio rispetto ad altri territori. Quello dell'esposizione all'amianto è infatti un rischio per la salute anche a medio-lungo termine, con il manifestarsi di patologie anche in età più avanzata, come dimostrano i dati della Regione, per cui il 76% dei casi di mesotelioma maligno si manifestano dopo i 64 anni. Per questo terremo alta la guardia investendo risorse ed energie in un presidio che è insieme di difesa ambientale e di tutela della salute pubblica” .

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