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Dal Governo 784mila euro per la rete ciclabile: "Risorse importanti, ma da sole non bastano"

L'assessore Frisoni: "Si aprono opportunità importanti per accelerare la ‘mobilità di emergenza’, per muoversi in sicurezza a piedi, in bici, in monopattino

La Conferenza Unificata ha approvato un Decreto proposto dalla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli che stanzia 137,2 milioni di euro da destinare alla progettazione e realizzazione di ciclovie urbane, ciclostazioni e di altri interventi per la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina. Per Rimini è stato stanziato un finanziamento di 784 mila euro, da utilizzare tra 2020 e 2021, che consentirà di dare forma ad importanti progetti per il completamento della rete ciclabile della città. “Risorse che si aggiungono ai circa 120 mila euro già stanziati dalla Regione nell’ambito del progetto Bike to work e che aprono opportunità importanti per implementare le infrastrutture ciclabili della città – spiega l’assessore Roberta Frisoni – e per accelerare sulla realizzazione della cosiddetta ‘mobilità di emergenza’, che consenta di muoversi in sicurezza a piedi, in bici, in monopattino nella nostra città, disincentivando l’utilizzo dell’auto privata”.

Le ipotesi di utilizzo di queste risorse riguardano tre ambiti: il completamento dell’anello verde con la realizzazione della pista ciclabile su via Caduti di Marzabotto-via Iano Planco; il collegamento ciclabile al centro studi di Viserba e infine il percorso ciclabile di congiunzione alla Fiera. “Un’altra idea – aggiunge l’assessore Frisoni – riguarda l’accompagnamento del progetto di Rimini Open Space lanciato quest’anno con l’introduzione di ambiti urbani con velocità più ridotte per i mezzi a motore, partendo ad esempio da tutta la zona a mare della via Roma, dalle aree intorno ai plessi scolastici e da altri ambiti urbani dove la messa in sicurezza di ciclisti e pedoni si può accompagnare anche ad una riqualificazione delle piazze e degli spazi urbani. Sono idee sulle quali ci confronteremo con le associazioni che fanno parte della costituenda consulta della bicicletta”.

“Queste risorse straordinarie per i comuni a sostegno della mobilità ciclabile sono fondamentali, ma da sole non bastano – prosegue - Come Anci ci stiamo muovendo affinché con la conversione in legge del DL Rilancio si introducano le necessarie modifiche normative per consentire ai Comuni italiani di poter intervenire con maggior rapidità e che consentano di incrementare la sicurezza stradale. La filosofia è: più sicurezza, meno velocità. Una delle principali proposte è l’introduzione del doppio senso ciclabile, norma utilissima che si può mettere in campo con le modalità e le segnaletiche già in uso in altri paesi e che può agevolare le connessioni urbane ciclabili nei quartieri. Ancora: permettere l’uso promiscuo nelle corsie ora riservate ora agli autobus, utilizzando quelle più ampie per consentire alle biciclette di viaggiare protette dal traffico; realizzare le corsie ciclabili in strada solo con la segnaletica orizzontale e aumentare le zone trenta per consentire ai pedoni, bici, monopattini di muoversi in sicurezza”.

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