Dalla gestione scorretta dei rifiuti ferrosi si scopre una frode fiscale

Guai giudiziari per un riminese 54enne, legale rappresentate di una società che si occupa della gestione dei materiali ferrosi, indagato, insieme ad ignoti, per traffico illecito di rifiuti e irregolarità amministrative

Guai giudiziari per un riminese 54enne, legale rappresentate di una società che si occupa della gestione dei materiali ferrosi, indagato, insieme ad ignoti, per traffico illecito di rifiuti e irregolarità amministrative. L’inchiesta nasce nel 2012 quando la Polfer effettua un sopralluogo nell’azienda e scopre degli illeciti nell’acquisizione dei materiali ferrosi. Per legge, infatti, i privati non possono conferire ferro alle aziende di questo tipo senza essere iscritti in un apposito registro.

Gli approfondimenti, inoltre, hanno permesso di scoprire che, a fronte di un prezzo di mercato di 10-15 centesimi al chilo, sui registri dell’azienda il prezzo di acquisto dei rottami veniva gonfiato fino a 4-5 euro al chilo o, in altri casi, venivano registrati degli acquisti inesistenti falsificando le cedole. Secondo i riscontri degli inquirenti, questo sistema aveva permesso di far contabilizzare alla società delle uscite inesistenti per almeno 200mila euro al fine di non far figurare gli utili dell’azienda.

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