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Lieve crescita demografica nel riminese. Ma lo scenario è multietnico

Al primo gennaio 2012 la popolazione della provincia di Rimini è di 332.070 persone, con un saldo demografico positivo (+2.826 unità pari al 0,9% rispetto all'anno precedente)

Al primo gennaio 2012 la popolazione della provincia di Rimini è di 332.070 persone, con un saldo demografico positivo (+2.826 unità pari al 0,9% rispetto all’anno precedente) dovuto essenzialmente alla componente migratoria (flussi provenienti da comuni extra provincia e dall’estero), poiché il saldo naturale, ha segnato una perdita di 122 unità. E' quanto emerge dai dati dell'Ufficio Statistica della Provincia di Rimini.

Rispetto all’anno precedente si sono registrate 226 nascite in meno e 151 decessi in più. Il saldo naturale della popolazione straniera compensa in buona parte il saldo naturale negativo dei residenti di cittadinanza italiana. Nel corso del 2011, nel territorio provinciale, sono entrati 5.498 nuovi residenti di cui il 43% di cittadinanza straniera straniere e ne sono usciti 3.761 di cui 20,5% straniere. In definitiva, si conferma il contributo dei residenti stranieri alla crescita demografica della provincia.

Attualmente, rispetto alla presenza sul territorio,  la popolazione residente rè composta da 57,5% cittadini italiani che risiedono nel territorio provinciale fin dalla nascita, 32% da cittadini italiani immigrati da un altro comune italiano o dall’esterno, 9,3% da cittadini stranieri immigrati da altro comune italiano o dall’estero e 1,2% da cittadini stranieri residenti in provincia dalla nascita.

Uno scenario multietnico

Dopo anni di crescita tumultuosa l’immigrazione straniera in Italia sembra ora destinata a segnare il passo. Se già il calo degli ingressi di cittadini non comunitari, segnalato dall’Istat per l’anno 2011, aveva lasciato intendere l’avvio di un nuovo corso, dovuto ai contraccolpi della recente crisi economica e occupazionale, che sembra evidenziarsi anche per il territorio provinciale. Nella provincia di Rimini gli stranieri residenti al 1° gennaio 2012 sono risultati 33.278, provenienti da 129 diversi paesi, per il 56,4%% femmine e per il 43,6% maschi.

Complessivamente il 21,2% della popolazione straniera proviene da un paese dell’Unione Europea, ma l’analisi per nazionalità evidenzia che la nazionalità prevalente è quella Albanese (23,4%), seguita da: Romania (15%), Ucraina (12,2%), Marocco (5,4%), Cina (5,1%). L’Albania, per mantiene  il 1° posto (23,4% degli stranieri) nel 1999, mentre la Romania è al  2° posto conquistato nel 2008, occupato dal  2005 al 2007 dall’Ucraina. I Sammarinesi residenti in provincia sono scesi a quota 465 (1,3%) dai 1.238 (37,7%) registrati nel 1993.

L’incremento della popolazione straniera, rispetto all’anno precedente, è stato di 1.788 unità, un incremento al di sotto della media annuale (2.387) registrata nell’ultimo decennio. Nel territorio provinciale il flusso migratorio degli stranieri è comunque  un fenomeno maturo che si traduce in un numero consistente di immigrati con caratteristiche di stabilità territoriale e che sembra aver ridimensionato il modello “d’assalto, transitando verso progetti di vita “maturi e consapevoli”; una nuova prospettiva in cui emerge il ruolo centrale della famiglia immigrata, quale motore del radicamento e dei processi di integrazione nella società ospite. Il 32,5% risulta essere residente da 6 anni e oltre.

Cambia anche la struttura per età che vede un certo spostamento del peso della potenziale forza lavoro su fasce di età sia tra quelle più  giovani che quelle più mature. Nelle fasce d’età più giovani appare di particolare rilevo la componente degli stranieri nati in Italia (i residenti nella provincia sono 5.201, il 14,9% degli stranieri totali, con cittadinanza di 76 diversi paesi), mentre nelle fasce più mature  assume un nuovo rilievo la crescita della componente anziana (1.207 ultra64enni).

Le seconde generazioni

L’utilizzo di una metodologia che ha preso a prestito le definizioni di Rubèn G. Rumbaut (1997) che ha introdotto una classificazione progressiva delle seconde generazioni rispetto alle situazioni socio-culturali, educative e migratorie a seconda che la persona sia nata direttamente nel Paese di immigrazione o che vi sia giunta successivamente alla nascita, nelle diverse fasce di età,  ci consente di analizzare la popolazione straniera sotto un altro specifico aspetto. Gli under 18 che rientrano nella definizione di seconde generazioni sono risultati 6.887 di cui 63,5% nati in Italia (generazione 2) e 35,6% immigrati. Tra gli immigrati il 25,2% appartiene alla  generazione 1,75, il 54,4% alla generazione 1,50 e il 20,4% alla generazione 1,25.

Le seconde generazioni a scuola

Questa analisi evidenzia anche che nella scuola d’infanzia e nella scuola primaria la presenza di straniera è principalmente dovuta a stranieri che sono nati in Italia e di conseguenza con minori difficoltà linguistiche o di inserimento. Anche la lettura del rendimento scolastico è più esplicativa se si tiene conto della generazione di appartenenza degli alunni, come si può constatare dalle pagine del rapporto. “La componente migratoria è ormai parte sostanziale,  sempre più integrata, della società riminese ” sostiene Mario Galasso, Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Rimini, che aggiunge: “penso soprattutto al tema delle seconde generazioni, dei figli di migranti nati in Italia e che si sentono a tutti gli effetti cittadini Italiani. Sono ragazzi che si formano nelle nostre scuole, con risultati sempre più positivi e con medie di rendimento talvolta molto alte. Auspico quindi che davvero il 2013 possa essere l’anno di una svolta che porti per loro ad un pieno riconoscimento di cittadinanza. La migrazione può essere una forza per le persone e per i paesi di origine, di transito e di destinazione solo se accompagnata da una politica giusta e dal pieno riconoscimento dei loro diritti. Da parte nostra continueremo a sostenere quei progetti educativi, come i corsi di lingua italiana, che hanno dimostrato dando un valore aggiunto nella direzione di una piena e armoniosa integrazione culturale.

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