Debiti di droga riscossi con le armi, stroncata banda di spacciatori

I sette pusher ammanettati dai carabinieri di Rimini avevano installato una fiorente attività che copriva tutta la Riviera ed era rivolta ai giovani frequentatori dei locali notturni

L'operazione "Drugstore" dei carabinieri di Rimini, eseguita nella mattinata di giovedì, ha portato all'arresto di 7 giovani pusher che smerciavano in tutta la Riviera cocaina, hashish e marijuana e non esitavano ad usare metodi particolarmente cruenti per recuperare i debiti di droga dei loro acquirenti. Le indagini erano partite tra il dicembre del 2011 e il gennaio del 2012 quando la madre di un tossicodipendente si era rivolta ai militari dell'Arma in cerca di aiuto. In particolare, la donna aveva raccontato ai carabinieri che il proprio figlio, il quale faceva abbondante uso di cocaina, era appena uscito da un percorso all'interno di una comunità terapeutica ma, una volta fuori, era stato avvicinato dai pusher e da un complice minorenne, ai quali si rivolgeva in passato, che volevano recuperare i debiti contratti dal ragazzo quando si drogava. Sono quindi scattate le indagini, fatte di intercettazioni telefoniche e pedinamenti, che avevano permesso ai carabinieri di ricostruire i componenti della banda e di documentare l'attività di spaccio che, oltre a quella di Rimini, era radicata nelle province di Forlì-Cesena e Ravenna. I carabinieri hanno così potuto arrestare in flagranza di reato 5 persone e di segnalarne come assuntori altre 6 oltre a recuperare 40 chili di hashish, 200 grammi di marijuana e 300 grammi di cocaina e una pistola con la matricola abrasa.

Lo smercio della droga avveniva nei locali di ritrovo, soprattutto nelle discoteche, tra Bellaria, Cesenatico e Milano Marittima. Durante le indagini sono state oltre 500 le cessioni registrate dagli inquirenti dell'Arma  che hanno accertato come i clienti venissero particolarmente fidelizzati dai componenti della banda che, tra l'altro, non avevano difficoltà a vendere a credito le dosi di stupefacenti anche se, tuttavia, questo sistema comportava parecchi problemi per il recupero del denaro. Proprio per questo, in alcuni casi venivano organizzati dei veri e propri raid punitivi per la riscossione dei crediti e, in un caso particolare, l'attività dei carabinieri ha potuto evitare per un soffio che la questione venisse risolta a pistolettate. Dalle intercettazioni telefoniche, infatti, era emerso che i pusher si stavano organizzando per gambizzare un cliente moroso ma, il tempestivo intervento dei militari dell'Arma, aveva permesso di fermare l'aggressione arrestando in flagranza uno degli spacciatori con una pistola dalla matricola abrasa nascosta dentro uno scomparto realizzato all'interno del vano porta oggetti di una Bmw.

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IL VIDEO DEGLI ARRESTI

Nel blitz di giovedì mattina, che ha visto partecipare 60 carabinieri del Comando provinciale di Rimini e Forlì-Cesena oltre a 4 unità cinofile, sono finiti in manette Vincenzo Di Costanzo, 33enne; Donato Aloè, 24enne; Silvano Mattias Calderone, 24enne, Salvatore Tramontana, 36enne, Ismail Aboulkheir, 28enne, Zouhair Aboulkheir, 22enne; Alan Rossi, 33enne, tutti portati in carcere tranne gli ultimi due per i quali sono stati disposti gli arresti domiciliari. In totale, l'operazione "Drugstore" ha visto la cattura di 11 persone, 6 italiani, 3 marocchini e 2 albanesi, per 7 di questi si sono aperte le porte del carcere mentre, per gli altri 4, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Sempre giovedì mattina sono state perquisite le abitazioni di altri 8 indagati, tutti denunciati a piede libero, residenti tra Rimini, Bellaria, San Mauro Pascoli e Savignano. Per uno di questi, Matteo Gualdi di 21 anni residente a San Mauro Pascoli, sono scattate le manette in quanto trovato in possesso di 6 piante di canapa indiana e di tutto il materiale per la coltivazione.

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