Decreto droghe, anche San Patrignano davanti al Senato a manifestare

Una manifestazione che il movimento ha deciso di realizzare dopo l'approvazione alla Camera del decreto legge n. 36, per cercare di sensibilizzare il Senato relativamente ad alcune modifiche che il movimento vorrebbe venissero apportate

Mille persone per manifestare il dissenso sul nuovo decreto legge in materia di droghe in discussione al Senato. E’ quanto avvenuto mercoledì pomeriggio in piazza Farnese a Roma, una piazza vicina al Senato assegnata per motivi di ordine pubblico dalla questura, dove si sono ritrovate realtà che a vario titolo si occupano di prevenire e contrastare il fenomeno della dipendenza da sostanze e i danni che provoca a livello sanitario sociale, e che conoscono direttamente il dramma delle famiglie coinvolte in questo dramma, tra le quali anche la Comunità di San Patrignano

Realtà che hanno voluto far sentire in modo forte la loro voce “a difesa della libertà da ogni forma di dipendenza, in particolare delle fasce deboli della società e in primo luogo dei giovani aderenti a varie comunità e associazioni italiane per sostenere la loro posizione in favore della vita, contro ogni tipo di stupefacente”. Una manifestazione che il movimento ha deciso di realizzare dopo l’approvazione alla Camera del decreto legge n. 36, per cercare di sensibilizzare il Senato relativamente ad alcune modifiche che il movimento vorrebbe venissero apportate.

Quattro le richieste avanzate come sottolineato dal documento che una delegazione del movimento ha consegnato al Senato: “che non si perseguano interventi legislativi che classifichino droghe “leggere” e “pesanti” e che soprattutto venga reinserita in tabella 1, fra le sostanze pericolose, la cannabis geneticamente modificata con un contenuto di Thc superiore a quello naturale, sostanze allo stesso tempo in grado di creare una maggiore dipendenza e che possono provocare seri problemi anche di natura psichiatrica specie se assunte in età adolescenziale; di non attuare modifiche legislative che rendano più agevole lo spaccio di droghe. È noto a tutti che gli spacciatori modificano le forme di spaccio in funzione delle leggi vigenti garantendosi spesso l’incolumità nelle loro pratiche criminali. In queste condizioni l’impegno e l’abnegazione delle forze dell’Ordine rischia spesso di diventare inutile, generando demotivazione. Certi che il carcere non sia la soluzione per i consumatori di droghe, chiediamo l’ampliamento e il miglioramento delle misure alternative alla detenzione in servizi sia pubblici che privati, con finanziamenti adeguati. Chiediamo che le politiche e le strategie che verranno continuate e promosse dal Governo tengano in forte considerazione il recupero e il reinserimento sociale delle persone tossicodipendenti, aiutando e sostenendo le loro famiglie ad affrontare il problema. In conseguenza di ciò, si rende necessario che il Governo metta a disposizione adeguate risorse economiche che, negli anni, sono venute gradualmente a mancare. Vogliamo sottolineare che le risorse economiche investite in prevenzione e riabilitazione portano nel tempo, ad un importante. Chiediamo che sempre più attenzione e sostegno vengano dati all’attività di prevenzione rivolta ai più giovani, in particolare minori. Vogliamo sottolineare che le risorse economiche investite in prevenzione portano nel tempo ad un importante risparmio nella spesa pubblica”.

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