Degrado nel cuore di Rimini: "Le 'asole' coi reperti storici piene di immondizia e rifiuti"

A denunciare la situazione del centro storico è l'esponente Movimento Nazionale, Marina Mascioni, che punta il dito contro l'Amministrazione Comunale

Torna alla ribalta il degrado del centro storico di Rimini e, più in particolare, le 'asole' di piazza Tre Martiri e via IV novembre che si affacciano sui resti romani della città. A puntare il dito contro la situazione in cui versano i reperti è l'esponente Movimento Nazionale, Marina Mascioni, che accusa l'amministrazione comunale riminese di incuria e trascuratezza. "Amaramente - spiega - dobbiamo ritornare, per amore di verità, sul grave problema del degrado artistico, estetico, culturale del nostro centro storico. La giusta esibizione, a disposizione di tutti i cittadini riminesi e non, di ciò che è la madre della nostra cultura e della nostra civiltà, ovvero i reperti romani siti in via IV Novembre e piazza Tre Martiri, viene svilita e violentata da una evidente incuria, con presenza di acqua stagnante ed erbacce, espressione di punto sensibilità culturale ed umanistica. Tutto ciò risulta ulteriormente accentuato, con una compromissione estetica totale, allorquando facilmente in tali siti è possibile ritrovare immondizia e rifiuti vari. Ci pare assolutamente inequivocabile, di fronte a tale degrado, la commistione totale di responsabilità pubblico-privato, laddove l’Amministrazione Comunale risulta essere in primis responsabile di una manutenzione eufemisticamente trascurata e trascurante, con, in questo contesto, una attiva presenza, come attore principale, della maleducazione del singolo cittadino. In questo senso ci sembra essere di prioritaria importanza ed urgenza l’attivazione di iniziative a 360 gradi, volte al miglioramento della coscienza civico-educazionale di tutti i cittadini, essendo tutto ciò uno dei target principali, se non il principale, dell’opera di ogni Amministrazione civica che miri al progresso della coscienza civile e della comunità intera. Non ci asteniamo dall’affermare solennemente che il tempo che passa, senza che avvenga tale processo di maturazione del livello culturale globale, sia assolutamente tempo perduto, inutilmente e senza speranza".  

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