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"Delfinari come Rimini e Oltremare sono fuorilegge, intervenga l'Ue"

Dura denuncia di Lav, Marevivo e Born Free Foundation nel rapporto sulle violazioni dei delfinari in Italia e in Europa presentato in Senato. Le associazioni chiedono alla Commissione di aprire una procedura d'infrazione per gravi inadempienze alla direttiva comunitaria

Svolgimento di attività senza licenza, utilizzo di delfini in spettacoli, numeri e acrobazie per divertimento del pubblico con una musica ad altissimo volume, animali inseriti in veri e propri “parchi divertimento” dove i delfini sono  elencati come “attrazioni” tra i vari spettacoli di divertimento, attività svolta senza la regolare licenza e violazione delle normative europee. Queste le pesanti denunce lanciate dalle associazioni Lav, Marevivo e Born Free Foundation nei confronti dei delfinari italiani tra i quali spiccano le strutture di Rimini, i cui tursiopi sono stati messi sotto sequestro dal Corpo Forestale dello Stato, e di Oltremare a Riccione. 

Secondo le tre associazioni, i delfinari dell´Unione Europea, inclusi quelli nazionali, non ottemperano alle disposizioni della Direttiva Zoo 1999/22/CE relativa alla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici e, con questa motivazione, Lav e Marevivo hanno sollecitato la Commissione Europea ad avviare una procedura d'infrazione nei confronti del nostro Governo. Questo quanto è emerso dalla presentazione del report “Sos Delfini”, il rapporto sulle violazioni dei delfinari in Italia e In europa presentato, martedì, in Senato.

Sulla base degli studi presentati nell’incontro, i delfinari romagnoli non soddisfano i requisiti della Direttiva Zoo e, in particolare, vengono meno al loro obbligo di: assicurare che gli zoo partecipino ad attività di conservazione delle specie, promuovere l´educazione e la sensibilizzazione del pubblico e offrire agli animali ambienti in grado di soddisfare le loro esigenze biologiche e di conservazione, (gli arricchimenti ambientali specie-specifico sono un requisito-chiave della Direttiva 1999/22/CE, eppure largamente disatteso). Il delfinario di Rimini (i cui delfini sono stati recentemente sottoposti a sequestro preventivo, mentre il Ministero dell'Ambiente ha negato la licenza alla struttura) e Oltremare di Riccione danno uno scarso contributo alla conservazione della diversità biologica. Decessi prematuri e basso successo riproduttivo hanno reso insostenibile la conservazione ex situ della popolazione di delfini tursiopi (i Tursiops truncatus sono la specie normalmente utilizzata nei delfinari per la sua intelligenza) e nessuno ha effettuato reinserimenti nell´ambiente naturale.

"Sollecitiamo il Ministro dell'Ambiente al pieno rispetto della Direttiva 1999/22/CE, seppure tardivo, e la Commissione UE a mettere in atto ogni intervento per garantire il rigoroso rispetto di tale normativa: ogni giorno vengono traditi gli importanti obblighi di conservazione di queste specie, di informazione e sensibilizzazione del pubblico - affermano Lav e Marevivo - Le attività dei quattro delfinari italiani sono oggetto di due interrogazioni al Ministro, presentate alla Camera da Michela Vittoria Brambilla (Pdl) e al Senato da Loredana De Petris (Sel), che attendono una decisione urgente. In Italia, infatti, i delfinari non hanno alcuna funzione educativa né scientifica o di conservazione della specie, ovvero non rispettano queste caratteristiche obbligatorie per legge, facendo invece spettacolo: un inganno inaccettabile."

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