Delicato intervento chirurgico: i medici salvano la vita ad una neonata

"La cataratta – spiega Andrea Mercanti, primario dell’unità operativa di Oculistica dell’Ambito Territoriale di Rimini - causa la perdita di trasparenza del cristallino, ovvero la lente naturale all’interno del nostro occhio"

All’ospedale di Riccione una neonata di sole 6 settimane di vita è stata recentemente sottoposta con successo ad un delicato intervento chirurgico ad un occhio affetto da cataratta congenita, che le avrebbe irrimediabilmente compromesso la capacità visiva. "La cataratta – spiega Andrea Mercanti, primario dell’unità operativa di Oculistica dell’Ambito Territoriale di Rimini - causa la perdita di trasparenza del cristallino, ovvero la lente naturale all’interno del nostro occhio".

"La patologia, che ancora oggi al mondo rappresenta una delle principali cause di perdita della vista - è solitamente un fenomeno fisiologico dovuto all’invecchiamento dell’occhio. Raramente - spiega il dottor Mercanti - si riscontra in giovane età ma nei bambini può verificarsi in forma congenita,alla nascita, ostacolando gravemente lo sviluppo della funzione visiva che avviene proprio a partire dai primi mesi di vita. E’ pertanto necessario intervenire chirurgicamente il prima possibile".

La neonata è stata dunque sottoposta ad un intervento di lensectomia, tecnica chirurgica molto delicata che consiste nell’asportazione del cristallino catarattoso e della parte più anteriore del corpo vitreo. "Solitamente – precisa Mercanti - nei pazienti adulti al posto del cristallino rimosso ne viene inserito uno artificiale; in questo caso, poichè il bulbo oculare della neonata è estremamente piccolo, è stata lasciata afachica, cioè senza cristallino intraoculare artificiale. La piccola paziente dovrà comunque essere sottoposta a un lungo percorso di riabilitazione visiva, mediante l’utilizzo di lente a contatto sino a quando sarà utile sottoporla ad un impianto di cristallino artificiale secondario".

"Fondamentali per il buon esito dell’intervento - tiene a sottolineare il primario - risultano essere stati una diagnosi precoce attraverso i test di screening della funzione visiva in epoca neonatale e la stretta collaborazione multiprofessionale tra neonatologi, pediatri, oculisti ed anestesisti, tra Riccione e Rimini, riscontrabile solo in strutture sanitarie di livello".
 

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