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Sabato, 4 Febbraio 2023
Cronaca

Lei denuncia lo stupro ma il pm chiede l'archiviazione: dal video era consenziente

La ragazza sarebbe stata abusata da due giovani contemporaneamente che avevano filmato il rapporto sessuale per poi diffonderlo sulle chat con gli amici

A trovarla, mentre all'alba dello scorso week end di Ferragosto barcollava seminuda, senza la biancheria intima e in stato confusionale lungo una strada dell'entroterra di Riccione, era stata una pattuglia della polizia di Stato. Gli agenti si erano immediatamente fermati per soccorrerla ed era emerso che si trattava di una ragazza 20enne del posto la quale, ancora annebbiata, aveva detto di essere stata violentata da due ragazzi conosciuti la sera prima in discoteca. La giovane era stata quindi portata d'urgenza al pronto soccorso, dove i medici avevano accertato delle lesioni intime compatibili con un rapporto sessuale, ed erano partite le indagini affidate ai carabinieri della Perla Verde. Gli inquirenti dell'Arma erano partiti dal cellulare della presunta vittima, che con degli amici aveva trascorso la notte in una discoteca misanese, e dalla gallery fotografica erano emersi alcuni scatti della serata tra cui dei selfie con quelli che la 20enne aveva indicato come gli autori della violenza. Oltre a questo, gli investigatori avevano ascoltato anche i racconti con gli amici della ragazza i quali avevano riferito come la giovane fosse in stato di alterazione quando aveva conosciuto i due presunti stupratori decidendo di interrompere la serata nel locale per andare a casa di uno di loro. La compagnia della 20enne, tuttavia, aveva cercato di fare di tutto per farla desistere ma alla fine lei era uscita insieme ai ragazzi.

Anche racconto della presunta vittima si interrompe a questo punto con la sua mente che ha un "buco" totale e, il primo ricordo utile, è quando è stata ritrovata dalla pattuglia della polizia di Stato. Nel corso dell'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, gli inquirenti grazie al selfie erano riusciti ad identificare i giovani con la quale la 20enne si era allontanata. Si trattava di due ragazzi 30enni, anche loro del posto, che avevano portato a casa di uno di loro la giovane con la quale entrambi avevano avuto dei rapporti sessuali. Sesso che era stato filmato con un telefonino e, il video, era stato inviato alle chat dei loro amici scatenando una ridda di commenti. La ripresa era stata sequestrata dai carabinieri e passata al vaglio della Procura che, però, non ha ravvisato gli estremi della violenza sessuale sostenendo che la 20enne era consenziente. Per questo motivo il pubblico ministero ha chiesto l'archiviazione delle accuse contro i due 30enni, difesi dall'avvocato Filippo Airaudo, i quali però rimangono indagati del reato di revenge porn per aver diffuso il video. Una richiesta contestata dall'avvocato Stefano Caroli, che segue la presunta vittima, che ha già annunciato di studiare le motivazioni dell'accusa per presentare un'opposizione alla richiesta di archiviazione.

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