Denunciati per aver fatto sparire 1,5 milioni di euro di pregiato baccalà norvegese

Vittima un'azienda estera che si era affidata a una ditta riccionese per vendere in Italia il pesce surgelato

Un vorticoso giro d'affari, che ruotava intorno a del pregiato baccalà surgelato proveniente dalla Norvegia, si sarebbe rivelato una truffa ordita ai danni dell'azienda straniera che, in un anno, si è vista non pagare le forniture per un importo di 1,5 milioni di euro. I norvegesi, in Italia, operavano attraverso una ditta di brokeraggio riccionese risultata estranea al presunto raggiro che, per conto di un gruppo di imprenditori salernitani, fino al 2017 aveva regolarmente acquistato il pesce per poi affidarlo alle aziende gestite dai campani. Da quell'anno, però, qualcosa aveva iniziato a non funzionare perchè a fronte degli ordini regolarmente inviati dalla Norvegia e stipati nei magazzini delle società dei salernitani, una delle quali in Spagna, i pagamenti si erano interrotti. Quando il debito è arrivato alla cifra di un milione e mezzo di euro, l'azienda venditrice avva giustamente interrotto i rifornimenti per poi avviare una serrata trattativa per rientrare del denaro. Lo stesso titolare della società norvegese era arrivato a Riccione per trovare un accordo e salvare il salvabile trovando, secondo quanto poi denunciato dall'uomo, dei riscontri positivi da parte degli imprenditori di Salerno che si erano mostrati ben disposti a ripianare i debiti.

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Dopo alcuni mesi, tuttavia, i pagamenti non erano stati ripresi tanto che si era reso necessario un nuovo intervento del titolare della ditta norvegese. In un incontro con campani, quindi, si era stabilito un nuovo piano di rientro e, a garanzia della buona fede dei debitori, questi avevano presentato una fidejussione bancaria da 200mila euro. Un documento che, però, era stato solo mostrato in copia al creditore che, nonostante tutti i solleciti, non aveva mai ricevuto l'originale. Solo alla fine del 2018, dopo una lunga serie di solleciti, un accertamento presso la banca emettitrice della fidejussione aveva fatto emergere che il documento sarebbe stato un "falso d'autore" realizzato con il solo obiettivo di trarre in inganno la ditta norvegese. E' stato a questo punto che il legale rappresentante dell'azienda non ha potuto far altro che rivolgersi al suo legale di fiducia, l'avvocato Stefano Caroli, per presentare una denuncia nei confronti degli imprenditori salernitani.

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