Disabili e mobilità, l'osservatorio stradale: "Troppe criticità ancora presenti"

E' quanto emerge dai dati forniti dall'Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale dell'Emilia Romagna

Una pesante conseguenza degli incidenti stradali è il costante aumento dei disabili, temporanei e permanenti, circa 25.000 l’ultimo dato disponibile. E' quanto emerge dai dati forniti dall'Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale dell'Emilia Romagna. Spiega il presidente Mauro Sorbi: "Anche nel mondo della scuola continua a crescere il numero di alunni disabili, nell’anno scolastico appena iniziato in Emilia-Romagna, i posti di insegnati di sostegno sfiorano le 11mila unità: per l'esattezza 10.997 contro i 10.732 dell'anno precedente. Nel dettaglio, a livello provinciale sono nel complesso 2.191 a Bologna (895 in deroga); 2.043 a Modena (964); 1.530 a Reggio Emilia (698); 980 a Parma (454); 943 a Ravenna (444); 899 a Ferrara (401); 844 a Rimini (815); 806 a Forlì-Cesena (393); e 761 a Piacenza (398). Da segnalare che persiste lo scarso rispetto civico che porta ad occupare gli stalli dei disabili da persone che non lo sono minimamente e questo è ancora più grave quando avviene all’ingresso e all’uscita delle scuole".

"In occasione della diciannovesima edizione della settimana europea della mobilità, abbiamo voluto approfondire il tema della mobilità dei disabili, chiedendo ad alcune associazioni di monitorare e segnalarci le criticità rilevate in ambito stradale - prosegue Sorbi -. In primis ci siamo chiesto se tutte le amministrazioni locali comunali hanno predisposto il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, considerato le criticità che ci hanno segnalato: marciapiedi senza rampe di salita e/o discesa (anche in corrispondenza di attraversamenti pedonali). Il problema si risolverebbe eliminando il gradino".

Per quanto concerne i marciapiedi occupati (da merce o biciclette parcheggiate selvaggiamente, ora si comincia a vedere anche qualche monopattino), "occorrerebbe sensibilizzare i negozianti, la cittadinanza tutta e collocare, senza intralcio delle rastrelliere". Vengono evidenziate anche "piste ciclabili o promiscue con aumento della paura specialmente da parte dei disabili che le percorrono visto la maleducazione ed arroganza di monopattini e bici". Altra criticità, "marciapiedi stretti perché occupati da alberi o lampioni, Dalle criticità summenzionate, deriva che si è costretti a circolare assieme ai veicoli, con tutti i rischi che ne conseguono, ovvero percorrere tratti di scomodissimo ciottolato, lastricato, o “San Pietrini”".

Altre criticità: "esercizi commerciali, anche nuovi o ristrutturati, con uno o più gradini, per i quali non è prevista alcuna soluzione di abbattimento o di entrata alternativa, per i quali si potrebbe ovviare posizionando una rampa, anche mobile; strade fessurate nelle quali si possono incastrare le ruotine anteriori della carrozzina, per le quali sarebbe sufficiente asfaltare nuovamente; percorsi pedonali sconnessi e nei quali, per evitare il transito dei motocicli, sono collocati fittoni che non consentono nemmeno il passaggio delle sedie a rotelle (occorrerebbe posizionare i fittoni più distanziati".

Vengono segnalati anche "parcheggi per i disabili collocati nelle vicinanze di muri che non consentono l’apertura della portiera lato passeggero (il disabile non è solo chi guida). Altra criticità i "parcheggi per diversamente abili stretti nei quali non vi è sufficiente spazio per il carico o lo scarico del disabile o collocati in pendenza. Sarebbe necessario fare parcheggi più larghi, lontano da ostacoli e su terreno piano. Nell’eventualità vi sia molta richiesta di parcheggi “speciali” si potrebbe limitare ad una solo macchina per la quale è consentito l’accesso alla zona Ztl". Infine "sottopassi molto ripidi. Si potrebbe ovviare mettendo “un pianerottolo” per fermarsi un attimo. Quest’ultimi sono, inoltre pericolosi perché sono percorsi da ciclisti, i quali non conducono il velocipede a mano, come dovrebbero. Il problema potrebbe essere risolto mettendo delle barre antirumore, che obbligano a moderare la velocità".

Conclude Sorbi: "Il tema della mobilità stradale delle persone diversamente abili è ancora troppo critico. Richiede una maggiore visibilità mediatica per sensibilizzare la cittadinanza e tutti coloro che a vario titolo hanno il potere di migliorare la situazione e per superare i disagi che quotidianamente limitano il legittimo diritto di muoversi senza incontrare intralci o pericoli alla loro incolumità".

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