Disegni originali, documenti inediti e volumi: si accresce l'archivio su Federico Fellini

Con tre importanti acquisizioni prosegue il percorso di ricerca e valorizzazione dell'opera del regista riminese

Una collezione di undici caricature originali realizzate da Federico Fellini su un set in Africa, una sceneggiatura dattiloscritta de La città delle donne e una prima edizione di un libro caro al Maestro, come Le avventure di Pinocchio, che gli fu di ispirazione per uno dei suoi capolavori. A pochi giorni dalla pubblicazione del bando di progettazione del Museo Fellini e in attesa dell’imminente riapertura del Cinema Fulgor in programma il prossimo 20 gennaio, prosegue il lavoro di ricerca e valorizzazione dei materiali e delle collezioni relative all’opera del Maestro con tre importanti acquisizioni che andranno ad impreziosire il patrimonio archivistico felliniano del Comune.

La prima acquisizione è rappresentata da una raccolta di undici caricature che il regista riminese disegnò nel 1942 in Africa sul set de I cavalieri del deserto (conosciuto anche con il titolo Gli ultimi Tuareg), film che però non fu mai portato a termine a causa della guerra. Fellini vi collaborò come sceneggiatore, ma non solo: secondo Tullio Kezich, amico e biografo del Maestro, in quell’occasione girò le sue prime sequenze cinematografiche. Preziosissima ai fini dello studio dell’opera felliniana è inoltre l’acquisizione della sceneggiatura dattiloscritta de La città delle donne. Il documento riporta sul frontespizio il nome di Norma ovvero Norma Giacchero, storica segretaria di edizione dei film di Fellini.

Infine, un ulteriore documento di grande valore per approfondire le suggestioni e le ispirazioni del Maestro riminese: il Comune infatti ha acquisito la prima edizione di Le avventure di Pinocchio di Collodi, opera amata da Fellini, nella prima edizione illustrata da Roland Topor. Sono proprio queste illustrazioni a colpire l’immaginario di Fellini a tal punto da affidare allo scrittore e drammaturgo francese i disegni che saranno poi proiettati nella celebre sequenza della balena del film Casanova.

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