Dispersione scolastica: circa il 71% dei ragazzi arriva al diploma

Il convegno parte parte dai temi che La programmazione del FSE (Fondo Sociale Europeo 2014-2020) e il Piano di attuazione italiano della “Garanzia per i Giovani” pongono al centro la valorizzazione del “capitale intellettuale”.

Dispersione scolastica, formazione, occupazione: sono stati questi i principali temi toccati questa mattina nel convegno dal titolo “l’istruzione quale chiave per lo sviluppo culturale, politico e sociale della persona e della società: Gli obiettivi di Europa 2020 in tema di occupazione ed istruzione. Il convegno parte parte dai temi che La programmazione del FSE (Fondo Sociale Europeo 2014-2020) e il Piano di attuazione italiano della “Garanzia per i Giovani” pongono al centro la valorizzazione del “capitale intellettuale”.

Al convegno-dibattito hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore della Regione Emilia Romagna alla scuola e formazione professionale, Patrizio Bianchi, l’assessore alla scuola della Provincia di Rimini, Meris Soldati, la dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Rimini Agostina Melucci. L’Italia ha ormai un grave gap negativo rispetto al resto d’Europa. C’è un dato clamoroso, nell’ Europa a 27 l’ Italia si colloca all’ultimo posto per numero di laureati tra i 30 e i 35 anni, spendiamo appena il 4,2 del PIL in istruzione e formazione, tra i più bassi d’Europa . In Italia negli ultimi 50 anni la crescita dei livelli di scolarizzazione e l’andamento del PIL sono andati di pari passo, con un trend in crescita sia delle % di diplomati sia % pil, fino al 2000, quando il trend si inverte e tra il 2000 e il 2010 abbiamo un calo del 6% dei diplomati e un PIL fermo abbondantemente sotto al 3%.

Numeri alquanto preoccupanti sono stati quelli presentati dall’assessore alla scuola della Provincia di Rimini Meris Soldati, tratti dall’analisi condotta sulle scuole della provincia di Rimini con riferimento a tre anni scolastici (studenti usciti nel 2010, 2011, 2012) in generale emerge che arriva al diploma circa il 71% dei ragazzi che intraprende il percorso scolastico; circa il 5% acquisisce una qualifica nella Scuola e circa il 4% presso gli Enti FP; il 20% esce dal circuito formativo senza conseguire un titolo; Negli anni scolastici considerati si registra un incremento della percentuale di ragazzi che acquisisce la qualifica (+2% c/o Scuola ed Enti FP).

“I grandi numeri della dispersione scolastica – ha spiegato l’assessore alla scuola della Provincia di Rimini, Meris Soldati - della disoccupazione giovanile, dei ‘dispersi in generale ’ (né a scuola né al lavoro né alla ricerca di lavoro), in un contesto di profonda crisi economica e di profondi cambiamenti impone una profonda riflessione di tutto il sistema educativo, formativo ed occupazionale.  Alcuni punti su cui è importante lavorare sono il raccordo tra formazione e mondo del lavoro, una più moderna concezione del lavoro – che non significa certo subordinare la scuola all’economia, ma significa valorizzare il lavoro come fonte di dignità per la persona -, una aggiornata concezione di orientamento e la valorizzazione del territorio. Se  non si cambia passo su questi terreni il sistema formativo ed occupazionale si andrà ad attestare su livelli di competitività bassa, con conseguenze negative sulla crescita occupazionale e sulla sua qualità.”

“Adottare una prospettiva di grande respiro europeo – ha commentato Agostina Melucci, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Rimini – partendo dalla valorizzazione del territorio è una grande sfida della scuola di oggi. Autonomia scolastica, identità territoriale e sviluppo della conoscenza sono tre ambiti di lavoro su cui stiamo lavorando per migliorare la qualità formativa dei ragazzi e, di conseguenza, anche una migliore occupabilità nel mondo del lavoro. Andare oltre all’immediato facendo capire agli studenti l’importanza di investire nella scuola e nella cultura rappresenta,oggi ancor di più, una sfida centrale per avvicinare il gap oggi esistente tra scuola e mondo del lavoro.”.

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