Disperso alla maratona di New York, atleta ritrovato dopo due giorni di ricerche

Il ragazzo era arrivato nella Grande Mela con un gruppo di atleti provenienti dalla comunità di San Patrignano

Fitto mistero sulla scomparsa di un ragazzo italiano che ha fatto perdere le proprie tracce dopo aver partecipato alla celebre Maratona di New York. Il giovane, secondo quanto emerso, era arrivato negli Stati Uniti insieme al gruppo sportivo della Comunità di San Patrignano del quale facevano parte 8 ragazzi e 3 accompagnatori. Dai primi elementi, il San Patrignano Running Team era partito dall'Italia lo scorso 29 ottobre e, domenica ha corso regolarmente la maratona.

Gian Claudio Marengo, 30 anni, aveva preso parte e concluso la corsa fino al traguardo dove è transitato. La polizia ha infatti comunicato che l'ultima volta che è stato visto, Marengo tagliava il traguardo assieme a un gruppo di corridori italiani intorno alle 3 di pomeriggio a Central Park. Sono stati i suoi compagni di maratona a denunciarne successivamente la scomparsa, spiegando che Marengo parla solo italiano ed è effetto da problemi mentali.

Al momento della scomparsa, l'uomo indossava una maglietta turchese, pantaloncini neri e il numero di gara 23781. A New York, Marengo era sistemato allo Sleep Inn Hotel di Long Island. La polizia ha aggiunto che i compagni di Marengo hanno fatto ritorno a casa dopo aver denunciato la scomparsa del 30enne. Marengo, scrivono i media americani, è un 'disabile mentale' con un passato da eroinomane e, secondo quanto da lui stesso dichiarato in un'intervista prima della corsa aveva iniziato a correre per perdere peso e per cambiare il suo stile di vita.

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Marengo è stato poi ritrovato dopo due giorni mentre stava girovagando per Lower Manhattan nelle prime ore di martedì. Il 30enne, secondo quanto emerso, era stato notato da un agente della polizia libero dal servizio e portato negli uffici della polizia di New York dove le sue condizioni sarebbero buone ed è stato ricoverato in via precauzionale per accertamenti e una visibile disidratazione. In una nota stampa, la Comunità ha precisato che contrariamente a quanto diffuso dai media statunitensi, Marengo "non aveva nessun disturbo mentale, non era soggetto a trattamento psichiatrico né sottoposto a terapie con psicofarmaci. Era certamente una persona fragile, vulnerabile e molto emotiva che dopo anni di tossicodipendenza aveva trovato un’opportunità di recupero a San Patrignano. Si trovava in Comunità da oltre tre anni, impegnato nel laboratorio di falegnameria dove stava trovando una sua realizzazione professionale." 

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