Dissequestro alla Rovereta, l'azienda si impegna per l'ambiente: "Supervisione con gli ambientalisti"

Alla presenza di una folta platea di circa 50 tra cittadini, rappresentanti di associazioni, imprenditori, membri delle istituzioni e dipendenti, Rovereta ha tenuto sabato mattina la sua assemblea

Alla presenza di una folta platea di circa 50 tra cittadini, rappresentanti di associazioni, imprenditori, membri delle istituzioni e dipendenti, Rovereta ha tenuto sabato mattina la già programmata assemblea pubblica, finalizzata a fornire dati tecnici oggettivi sulle lavorazioni effettuate e dare spiegazioni sulle contestazioni che sono state alla base del sequestro, poi superato dal decreto di dissequestro firmato dal GIP. Spiega una nota dell’azienda: “E’ interessante sottolineare quanto viene scritto dal magistrato e cioè che con il dissequestro si procede a “bilanciare” il provvedimento precedentemente emesso che contestava infrazioni risolvibili con una ammenda e conseguentemente non tali da bloccare l’operatività di un’azienda ambientale, a fronte anche dell’atteggiamento disponibile e collaborativo del gruppo dirigente”. 

L’azienda si è impegnata a chiedere al comune di Coriano di riattivare il gruppo di controllo per le emissioni odorigene sul territorio che era stato istituito nel 2016 costruire un modello da applicare all’azienda, sulla base della legislazione sulle norme odorigene già esistente in Lombardia e non ancora istituita dalla regione Emilia Romagna; costituire un gruppo di supervisori composto da associazioni ambientaliste, professori universitari, esperti in materia ambientale che possa accompagnarci nel miglioramento continuo delle performance ambientali.

Conclude la nota: “Nel corso dell’incontro sono intervenuti, accanto alla Direzione aziendale, 2 tecnici che hanno presentato le lavorazioni effettuate nell’impianto e i sistemi di controllo attivi in azienda e verso l’esterno. Abbiamo voluto portare i dati oggettivi, a fronte delle sensazioni di persone. I numeri oggettivi che si basano su 40.000 rilevamenti sono riportati oltretutto non solo dall’azienda ma anche dagli studi dell’ISS (2008), di Ausl e ARPA (2008) e Istituto Maugeri (2016) dai quali emerge con chiarezza che le nostre aziende non costituiscono assolutamente alcun problema sotto il profilo della salute e che, inoltre, le emissioni odorigene che sono avvertite nella zona sono da ricondursi a diverse aziende tra le quali Rovereta costituisce un 15% circa”.
 

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