"Distanziati ma tutti assieme": l'appello dei genitori per l'ultimo giorno di fine ciclo scolastico dei bambini

“Gran parte delle scuole dell’infanzia (e dei nidi), infatti, dispone di grandi giardini capaci di accogliere una classe di 26 bambini per un’oretta garantendo un distanziamento ben maggiore di quello richiesto per la spiaggia"

“Abbiamo letto della proposta del Comune di far concludere in qualche modo l’anno ai bambini della Scuola dell’infanzia e dei nidi, permettendo l’accesso ai giardini delle diverse sedi scolastiche, ma a piccoli gruppi di 5 bambini. Siamo tuttavia un po’ perplessi sulla modalità individuata e riteniamo che, sebbene la partizione in gruppi sia una soluzione corretta per i più piccoli (e certamente meno controllabili) giunti alla fine del nido, poteva essere mostrato un maggior coraggio e concessa una maggior fiducia ai bambini all’ultimo anno della Scuola dell’infanzia. Purtroppo far entrare i bambini più grandi a gruppi di 5 a orari diversi ci sembra un’iniziativa che, seppure nata con le migliori intenzioni, non ha compreso la reale necessità dei bambini: rivedersi, tutti assieme. E assieme alle maestre”: è il giudizio di alcuni genitori con bambini frequentanti le scuole dell'infanzia La Coccinella, Il Delfino, Il Galeone, La Lucciola, La Vela e Il Volo. Queste famiglie hanno indirizzato una lettera aperta al sindaco Andrea Gnassi.

Per i genitori questo riverdersi “significa riconoscere di far ancora parte di un gruppo, che è arrivato alla fine di un percorso, un gruppo con cui si vuole condivide il gran finale, magari con un grande urlo collettivo (e distanziato), con la consegna di un diplomino, di un cappellino, di un simbolo o di qualsiasi altra cosa ricevuta a turno assieme agli altri. E tutto questo va fatto, appunto, assieme. Assieme, anche se in un grande giardino, seduti con i propri genitori a 2 metri gli uni dagli altri. Ma si è tutti lì… e in sicurezza. E 26 bambini accompagnati da genitori con la mascherina, in un ampio spazio non sono più pericolosi degli altri cittadini in giro per la città”.

“Gran parte delle scuole dell’infanzia (e dei nidi), infatti, dispone di grandi giardini capaci di accogliere una classe di 26 bambini per un’oretta garantendo un distanziamento ben maggiore di quello richiesto per la spiaggia, per i ristoranti o per altri luoghi di svago, come i parchi, già molto affollati, o le semplici vie notturne del centro, mentre per le scuole che non hanno un giardino adeguato la soluzione più semplice sarà trasferire la piccola cerimonia in un parco pubblico, come sta avvenendo in altre realtà”.

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“Non chiediamo quindi una grande festa danzante. Chiediamo che i bimbi possano incontrare le loro insegnanti, che in questi mesi tanti sorrisi hanno regalato loro con empatia incredibile, pazienza, tenerezza anche durante i collegamenti web. Chiediamo che possano varcare le mura scolastiche (quello sì, certo, a piccoli gruppi) per poter ripetere una volta ancora quei piccoli gesti di routine cui erano abituati: indossare un’ultima volta il loro grembiulino, prendere le loro cose nell’armadietto, rivedere il loro angolino, per capire, tutti assieme, che questo tempo sospeso li ha sì segnati, ma che le ferite si possono rimarginare. Per restituire loro i bisogni fondamentali cui hanno forzatamente rinunciato: relazioni, contatti, condivisione”, conclude la lettera dei genitori.

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