Distrugge casa poi si calma: "Prendevi cura del mio serpente"

"Prendetevi cura del mio serpente". E' questa la richiesta fatta da un quarantenne di Bellaria ai Carabinieri prima di esser ricoverato in ospedale per un trattamento sanitario obbligatorio

"Prendetevi cura del mio serpente". E' questa la richiesta fatta da un quarantenne di Bellaria ai Carabinieri prima di esser ricoverato in ospedale per un trattamento sanitario obbligatorio. L'uomo, sofferente di disturbi psichici e in cura al centro di igiene mentale, alle prime luci dell'alba di martedì è stato in preda ad un raptus, durante il quale ha creato non pochi danni alla sua abitazione. A chiedere l'intervento dei Carabinieri e dei sanitari del "118" è stato il fratello 45enne.

Immediatamente sono arrivati sul posto due equipaggi dei Carabinieri che, una volta giunti davanti al portone d’ingresso dello stabile, sono stati ricevuti dal 45enne, che li accompagnava nel suo appartamento. Già dalla rampa di scale di accesso, lo scenario era di devastazione: vasi in terracotta e di ceramica distrutti, piante ornamentali e terreno sparsi dappertutto e, in una angolo vicino alla porta vi era un pitone di un metro e mezzo che il 45 enne bellariese riferiva di essere del fratello.

I Carabinieri, allora, si sono portati al piano superiore, abitato dal quarantenne, il quale presentava delle lievi lesioni al volto ed alle mani e a causa dello stato confusionale pronunciava frasi senza nessun nesso logico. Nel frattempo è arrivata l’ambulanza del 118. Iil medico presente ha deciso di praticare un trattamento sanitario obbligatorio. L’uomo si è mostrato collaborativo solo quando erano i Carabinieri a chiedergli le cose.

I militari sono riuscivano a convincerlo a salire sull’ambulanza e farsi prestare le cure del caso. Prima di andare via l’uomo ha chiesto ai carabinieri di prendersi cura del suo serpente e, per dimostrare loro che era docile, l'ha preso da terra, riponendolo nel rettilario: il fratello ha rassicurato tutti, riferendo che se ne sarebbe occupato lui.

I Carabinieri hanno accompagnato l’autoambulanza fino all’ospedale di Rimini, attendendo che i calmanti somministrati all’uomo sortissero l’effetto. Con un’apposita cura farmacologica il 40enne, nella tarda mattinata, è stato dimesso ed affidato alle cure dei familiari.

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