Divieto di balneazione, la Lega: "Basta con gli allarmismi, sono stati fatti errori macroscopici"

L'onorevole Raffaelli: "A causa di una superficialità delle politiche regionali, i nostri operatori hanno dovuto affrontare danni incalcolabili che si ripercuotono sulla stagione"

In merito alle problematiche insorte sull’applicazione del divieto di balneazione lungo la riviera romagnola si è svolta martedì un'audizione delle Cooperative bagnini, delle Associazioni degli albergatori romagnoli, delle Associazioni di categoria, dell’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini, dell’assessore regionale alla sanità Sergio Venturi e del Direttore regionale di Arpae, Giuseppe Bortone. A chiedere la convocazione straordinaria della commissione ambiente territorio e di quella sanità è stato il consigliere della Lega Massimiliano Pompignoli che ha parlato di “regole farraginose e intempestive rispetto alle analisi della qualità delle acque che non tengono conto delle esigenze del comparto turistico. Lo abbiamo visto quest’estate con i tre giorni di stop ai bagni in mare che hanno catapultato il comparto turistico romagnolo in un vero e proprio macello mediatico.

Per non parlare del danno dal punto di vista economico nel pieno della stagione balneare” - aggiunge Pompignoli – “è chiaro che a livello regionale si è sottostimato il problema e si è agito con superficialità e in ritardo, gettando nel panico un intero comparto produttivo. Se è vero, come ribadito dai vertici del PD, che la qualità delle nostre acque è eccellente, allora il sistema va cambiato e a rimboccarsi le maniche, per migliore la catena delle informazioni, deve essere solo ed esclusivamente la Giunta Bonaccini perché è in capo all’organo esecutivo regionale l’onere di provvedere alla tempistica dei divieti di balneazione (nella fattispecie le 48 ore). Mi aspetto, da parte dell’assessore Andrea Corsini, la revisione delle modalità procedurali previste nella D.G.R. n.783 del 20/05/2019, per far sì che le tecniche utilizzate nelle procedure di campionamento delle acque siano le più sicure dal punto di vista della salute pubblica ma anche le più efficienti nel rilevare la bontà delle nostre acque. Soprattutto” – aggiunge il consigliere della Lega – “mi auguro che nella definizione di questo percorso ci sia il pieno coinvolgimento degli operatori (bagnini, albergatori, commercianti, associazioni di categoria..) che solo all’ultimo in agosto, a causa dello scalpore mediatico suscitato dalla gravità dei divieti, sono stati interpellati. L’insediamento di un Tavolo con Arpae e con i competenti servizi sanitari, invece, sarebbe dovuto avvenire anni fa, non appena insediatasi la Giunta Bonaccini se davvero l’economia balneare e il turismo fossero stati al centro dell’agenda regionale. Così non è stato e il motivo è ovvio. Per decenni si è improntata un’azione turistica regionale palesemente raffazzonata e senza un minimo di progettualità e coinvolgimento delle associazioni di categorie. Il futuro non può che essere diverso e l’unica scelta per cambiare registro sarà quella di optare per il pragmatismo e le politiche del fare della Lega".

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Non fa giri di parole nemmeno l’On. della Lega Elena Raffaelli che ha seguito fin dall’inizio la vicenda dei divieti: “a causa di una imbarazzante superficialità delle politiche regionali, i nostri operatori hanno dovuto affrontare danni incalcolabili che, piaccia o non piaccia a Corsini, si ripercuoteranno sull’esito della stagione balneare. L’auspicio, arrivati a questo punto, è che l’amministrazione regionale cambi fisionomia e approccio nella definizione dei divieti di balneazione. A sollecitarlo non è più solo la Lega, ma un intero comparto”.
 

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