Cronaca

Documenti e buste paga tarocchi per truffare i negozi di elettronica

La scia di truffe ha visto finire nel mirino anche un'attività di Rimini, beccati tre napoletani con la refurtiva

Una sapiente intuizione di una pattuglia dei Carabinieri di Mirandola ha permesso di interrompere una scia di truffe che da due giorni stavano colpendo diversi negozi di elettronica, per lo più le maggiori catene presenti sul territorio. E' accaduto giovedì quanto i militari in servizio sulla strada hanno notato un'auto sospetta con a bordo tre persone, che cercava di evitare la presenza della "gazzella" dell'Arma. I Carabinieri hanno fermato il veicolo e di fronte all'atteggiamento nervoso del guidatore e dei due passeggeri hanno approfondito le verifiche. I tre trentenni napoletani trasportavano una notevole quantità di prodotti hi-tech: pc, laptop, smartphone e tablet, per un valore di circa 12mila euro. Perquisendo a fondo il veicolo sono emersi altri elementi che hanno ben presto chiarito l'origine della merce: una serie di documenti di identità, tessere sanitarie e buste paga intestate a persone estranee ed evidentemente contraffatte.

Le indagini successive hanno permesso di ricostruire l'attività criminale dei tre, che ora sono accusati di truffa aggravata e continuata in concorso fra loro. I documenti contraffatti erano stati realizzati in maniera magistrale ed erano intestati a persone realmente esistenti - per lo più residenti nella zona del milanese - con ovviamente le fotografie sostituite. Lo stesso dicasi per le buste paga, che risultavano emesse falsamente da aziende del territorio modenese per renderle più credibili come garanzia per l'accensione di un mutuo.

Grazie a questi documenti i tre avevano attivato finanziamenti per migliaia di euro per l'acquisto dei dispositivi tecnologici in sei diversi negozi: due a Ravenna, uno a Rimini, uno a Castenaso (BO), uno a Castellarano (RE) e uno al Borgogioioso di Carpi, presso Comet. Poco prima di essere stati intercettati dai Carabinieri, avevano provato anche presso l'Ipercoop di Mirandola, ma la cassiera si era insospettita e il finanziamento era stato negato.

Uno dei tre, quello trovato in possesso di una carta di identità falsa, è stato tratto in arresto come prevede la legge, mentre gli altri due sono stati denunciati a piede libero. Sono in corso accertamenti da parte della Compagnia Carabinieri di Carpi per ricostruire l'intera "filiera" dei reati e per bloccare, laddove possibile, l'attivazione dei finanziamenti richiesti. La merce sarà restituita ai vari negozi.

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