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Domenica la giornata mondiale contro il razzismo "Gioco di squadra"

L’associazione Arcobaleno e la redazione di “Chiamami città” esporranno disegni, cartelloni, canzoni e poesie realizzati dagli alunni delle scuole primarie nei laboratori “intercultura e sport”.

In occasione della Giornata Mondiale contro il razzismo, l’Assessorato all’Immigrazione della Provincia di Rimini invita le famiglie e i cittadini a partecipare all’iniziativa contro il razzismo “Gioco di squadra”, dedicata allo sport domenica mattina in piazza Fellini a Rimini. “Gioco di squadra” e’ un evento gratuito dedicato ai bambini dai 6 ai 10 anni, con percorsi sportivi gestiti dagli educatori e dai volontari di UISP Rimini e Autside Social Football, laboratori di disegno e giochi all’aperto a partire dalle 9:30. L’associazione Arcobaleno e la redazione di “Chiamami città” esporranno disegni, cartelloni, canzoni e poesie realizzati dagli alunni delle scuole primarie nei laboratori “intercultura e sport”.

Mentre lo sport (in particolare il calcio) si mostra come il palcoscenico preferito di violenti e razzisti in cui esporre svastiche e simboli nazisti, gridare slogan di scherno verso gli atleti di colore, manifestare una rabbia irrazionale contro il diverso, Domenica lo sport sarà invece competizione leale e giocosa in cui chi vince stimola il vinto al miglioramento personale. Domenica sarà lo sport che piace a Rimini, quello che non considera la razza o il sesso dei partecipanti, che esalta le uguali capacità dando a tutti indifferentemente pari opportunità di esprimersi nella competizione.

“Lo sport”, sostiene l’assessore Galasso “associato ai valori della lealtà e della cooperazione, può diventare strumento efficace per la formazione culturale dei giovani, per la solidarietà e la giustizia”. Le iniziative sono sostenute da Provincia di Rimini, in collaborazione con il Centro Regionale contro le Discriminazioni,  UISP Rimini, Associazione Arcobaleno, Autside Social football, OndaLibera s.r.l. e la Tavola di Pace di Rimini. La storia è disseminata di episodi in cui lo sport ha rappresentato un veicolo per superare conflitti, mettere in ridicolo assurde teorie sulla superiorità di una razza sull’altra, o strumento di lotta per l’uguaglianza: all’epoca degli antichi Greci le olimpiadi avevano il potere di interrompere la guerra tra Sparta e Atene.

Durante le Olimpiadi  di Berlino del 1936 un uomo nero, Jesse Owens, dimostrò di essere l’uomo più veloce del mondo vincendo quattro medaglie d’oro:  divenne simbolo dell’antirazzismo perché mise in ridicolo Adolf Hitler, che con lo sport voleva dimostrare al mondo la potenza della grande Germania e la superiorità della razza ariana. Nelle olimpiadi di Sydney del 2000, Cathj Freeman, l’atleta australiana di origine aborigena vinse l’oro olimpionico nei quattrocento metri, vedendo finalmente premiati i suoi sforzi e l’orgoglio di un’intera popolazione.

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