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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Cronaca

Donato un birilubinometro per i piccoli prematuri della terapia intensiva Neonatale dell’ospedale

Una nuova, importante donazione, è giunta nei giorni scorsi a sostegno del reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale di Rimini

Una nuova, importante donazione, è giunta nei giorni scorsi a sostegno del reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale di Rimini. Si tratta di un’attrezzatura, un birilubinometro transcutaneo di ultima generazione, ad elevata tecnologia, per evitare manovre dolorose nei riguardi dei piccoli nati prematuri, donato da parte di una famiglia riccionese, in memoria della piccola Teresa, bimba nata pretermine. Una famiglia generosa, che ha voluto
con questa donazione rendere un ringraziamento per le cure amorevoli e un riconoscimento alla professioinalità di tutto il personale della Tin di Rimini, diretta da Gina Ancora.

Il bilirubinometro è uno strumento che permette di effettuare una misurazione della bilirubina attraverso la cute senza effettuare prelievi, quindi in modo indolore. La bilirubina è la sostanza responsabile del colore giallo della cute nei neonati, chiamato ittero. L’ittero è frequente nei neonati e, se non viene riconosciuto e  trattato adeguatamente, può avere un effetto tossico sul cervello.  Per questa ragione alcuni neonati, soprattutto pretermine, devono essere sottoposi nei primi giorni di vita a ripetuti prelievi di sangue, di solito tramite puntura sul tallone.

“Il bilirubinometro transcutaneo – ha dichiarato Gina Ancora, direttrice della Terapia  Intensiva Neonatale -  ci permette di evitare questi prelievi ripetuti, dolorosi e stressanti, per i piccoli pazienti, perchè misura in modo rapido, affidabile, non invasivo, indolore e preciso il livello di bilirubina nel sangue. Basta infatti appoggiarlo sulla fronte e sullo sterno del neonato con una leggera pressione e con un click inviare un fascio di luce: l’entità della luce assorbita dalle molecole di bilirubina è proporzionale alla concentrazione della bilirubina stessa. Sulla base dei valori ottenuti si è in grado di decidere se è necessario o meno eseguire il trattamento tramite fototerapia, proteggendo così la salute
dei neonati".

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