Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Donazione organi, crollano le dichiarazioni di volontà: "Serve un supporto urgente"

Nelle Anagrafi dei comuni della Provincia di Rimini, dal primo gennaio sono state registrate 8.851 dichiarazioni di volontà in merito alla Donazione di Organi, Tessuti e Cellule post mortem

In attesa del report semestrale del Centro Nazionale Trapianti che ci darà i dati ufficiali al 30 giugno 2021, l'Aido (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule) fornisce i risultati ottenuti dal progetto che voleva la donazione organi come tratto identitario, quello entrato nel nostro linguaggio con il suo slogan più noto: “Una Scelta in Comune”. Nelle Anagrafi dei comuni della Provincia di Rimini, dal primo gennaio sono state registrate 8.851 dichiarazioni di volontà in merito alla Donazione di Organi, Tessuti e Cellule post mortem.

"Proiettando i dati su quelli dell’anno orribile della pandemia, il 2020, dovremmo avere circa un 41% di dichiarazioni in più, ma il confronto con l’ultimo anno “normale” ci dice che le dichiarazioni sono crollate del 30%. Certo, con il Covid-19 che ci ha messo lo zampino, il calo delle dichiarazioni potremmo considerarlo “fisiologico” ma quello che non possiamo giustificare è l’aumento delle negazioni al consenso, passate dal già ingiustificabile 34,3% del 2019, al 36% del 2020, al 36,8% di questi primi mesi del 2021", spiega il presidente della Sezione Provinciale Aido di Rimini, Riccardo Arpaia.  

“Se parliamo di negazioni non giustificabili lo facciamo con cognizione di causa e puntiamo il dito contro il Sistema Cie, la carta di identità elettronica - informa Arpaia -. Già, perché prima dell’introduzione del nuovo sistema di emissione del documento principe per l’identificazione del cittadino, nella nostra Provincia le negazioni erano al 7,5%, notevolmente inferiore a quello nazionale del 24%".  

E se Atene piange, Sparta non ride. In Regione Emilia-Romagna le opposizioni sono passate dal 11,3% del 2017 (inizio introduzione Cie) al 26,9% del 2018 quando la Carta di Identità Elettronica era attiva, anche se solo come alternativa, in alcuni grossi Comuni. "Oggi siamo a un drammatico 29,3%. In poche parole, brutalmente e crudamente, possiamo dire che nella nostra Regione un cittadino su tre preferisce dare ai vermi i suoi organi, che dopo la morte non gli serviranno più, piuttosto che dirsi disponibile a metterli, eventualmente, a disposizione di chi ne ha, realmente e concretamente, bisogno”, spiega Arpaia. 

 “Noi, come Aido Provinciale, ci sentiamo sicuramente corresponsabili di questi problemi - continua Arpaia - Potevamo fare di più e potevamo fare meglio. Ma nel 2020 abbiamo eroso le nostre casse per attivare e supportare i Gruppi Comunali, per fare quel minimo di informazione possibile con quei pochi spiccioli che ci rimanevano". "Abbiamo bisogno e chiediamo alla Regione, al Centro Regionale Trapianti, alla Ausl Romagna un supporto materiale urgente - conclude il presidente di Aido Rimini - Non soldi, quelli se dovessero mai arrivare sarebbero comunque graditi, ma almeno opuscoli informativi da distribuire ai cittadini e mettere a disposizione delle Anagrafi Comunali. E ai Sindaci della nostra Provincia chiediamo l’opportunità di incontrare i funzionari delle Anagrafi per discutere con loro dei problemi. Per capire il perchè di alcune situazioni abnormi (negazioni superiori al 50%) e trovare una soluzione. Per capire da chi riesce a fare bene quale è il loro metodo e poterlo spiegare a chi non riesce a fare meglio”".

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