Doping, medico sportivo condannato a 20 mesi

A sollevare il caso fu "Striscia la Notizia", riuscendo con un attore a scoprire un giro di false ricette mediche. Un caso che destò molto scalpore, con un indagine che aveva interessato 150 tra atleti e pazienti

A sollevare il caso fu “Striscia la Notizia”, riuscendo con un attore a scoprire un giro di false ricette mediche. Un caso che destò molto scalpore, con un indagine che aveva interessato 150 tra atleti e pazienti. Di questi casi ne sono arrivati 15 a sentenza mercoledì pomeriggio. Il medico sportivo Vittorio Bianchi, a processo dal 2004 per aver prescritto farmaci dopanti ad atleti, è stato condannato dal giudice monocratico del Tribunale di Rimini a un anno e otto mesi di reclusione.

Il giudice ha disposto inoltre anche l'interdizione per un anno dalla professione, pena sospesa. Per aver assunto sostanze dopanti al fine di alterare le prestazioni sportive, sono stati condannati a 6 mesi Giovanni Andreini, 67 anni, ciclista amatoriale di Morciano di Romagna, Natale Barzanti, ciclista amatoriale di 65 anni di Cesena, Luigi Foresi, ciclista di 52 anni, di Riccione, Massimo Mazzotti, 63 anni di Cesena, ciclista amatoriale, Giuseppe Navedoro, 37 anni originario di Altamura ma residente a Cattolica, ciclista amatoriale, Andrea Oriana, di Gravedona (Como), 39 anni, nuotatore della squadra Team Gens acquatica di San Marino, Annamaria Piccari (assolta per l'accusa di ricette false), ciclista amatoriale di 46 anni di Rimini, Paola Sbrighi, 49 anni di Cesena, ciclista amatoriale, Cristian Vannucci, di Atri, 35 anni di calciatore dilettante iscritto alla federazione calcio, e Franco Venturi, 57 anni di Pieve Santo Stefano e residente a Cesena, ciclista amatoriale. Tre i ciclisti amatoriali assolti perché avrebbero preso i medicinali dopanti non prima di gareggiare.

 

Su richiesta dell'interessato si precisa quanto segue:

Informo che per un incomprensibile caso di errore di lettura del dispositivo, tra i condannati è risultato anche il mio nominativo, ossia Fazi Alberto. In realtà non risulto affatto tra i condannati ma sono stato invece assolto da tutti i capi di imputazione a me ascritti "perché il fatto non sussiste", ossia con formula piena.
Tengo a precisare che non si tratta di una assoluzione a seguito di una condanna poiché nessuna condanna vi è mai stata. L'assoluzione è avvenuta infatti alla sentenza di primo grado. Tengo a precisare che tutti i miei risultati sportivi ottenuti nelle discipline del Triathlon e dello Sci sono stati unicamente frutto di tanto sacrificio, dedizione allo sport
. Alberto Fazi

 

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