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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Dopo l'infortunio il runner-finanziere torna a correre: "Non esistono limiti umani, volere è potere"

E' una bellissima storia quella del militare della Guardia di Finanza di Rimini Paolo Aiudi, 58enne che svolge servizio all’aeroporto Fellini, runner conosciutissimo nell’ambito dell’ultramaratona italiana

E' una bellissima storia quella del militare della Guardia di Finanza di Rimini Paolo Aiudi, 58enne che svolge servizio all’aeroporto Fellini, runner conosciutissimo nell’ambito dell’ultramaratona italiana. Il militare vanta un curriculum invidiabilissimo, che elenca imprese non di poco conto - dalla terribile “Asa” Atene-Sparta-Atene di 49 km alla Torino-Roma no stop di 740 km, dalla “Ums” Ultramilanosanremo di 290 km alla “Ncr” Nove Colli Running di 204 km, alle diverse 100 km come il “Passatore” e la “Rimini Extreme”, ad altre gare ufficiali e non, come le “6 giorni” e le 50 km, abbinate alle numerosissime e diverse maratone italiane, per concludere con la Roma-Fano di 296 km.

A causa di un terribile infortunio al tendine d’achille, letteralmente stralciato e operato a settembre del 2016, ha dovuto sempre abdicare a varie gare in cui si era iscritto negli ultimi 5 anni. La perseveranza e costanza nell’allenarsi e mai demordere nel provare e riprovare a raggiungere ulteriori obiettivi sportivi ha finalmente dato i suoi frutti in quest’ultimo scorcio del 2021: finalmente è arrivata la prima soddisfazione post operazione, esattamente a fine settembre, nella gara di “6 giorni” svoltasi a Policoro in provincia di Matera. In questa gara - tra l’altro valida per il campionato italiano assoluto di specialità - Paolo, percorrendo 606 chilometri, è riuscito a salire sul podio come terzo classificato, ottenendo il secondo posto assoluto italiano e primo di categoria mm55.

Preso dall’entusiasmo, sebbene non avesse riassorbito le tossine di quell’ultimo scorcio di periodo, si iscrive da lì a 15 giorni alla terribile “Raa” Race-Across-Apulia” di 288 km, con la quale aveva un conto in sospeso: nel 2018, infatti, era “rimasto a piedi” fra Locorotodo e Alberobello dopo appena 95 chilometri. E che succede? La favola si ripete e, nonostante arrivi al traguardo martoriato, ma “finisher” dopo poco meno di 53 ore di pura agonia, con questo ennesimo traguardo arricchisce il suo personalissimo curriculum di “imprese impossibili”. Come afferma lo stesso Paolo, "Non esistono limiti umani, poiché volere è potere".

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