Dopo la lite con la moglie sequestra il figlio minore e minaccia di suicidarsi

L'uomo ha prelevato il bambino da scuola, in provincia di Arezzo, ed è scappato fino a Rimini dove è stato intercettato dalla polizia di Stato

Pomeriggio concitato, quello di mercoledì, per il personale della polizia di Stato intervenuto per salvare un bambino di 10 anni sequestrato dal padre che minacciava di uccidersi. Tutto è iniziato nella serata di martedì in provincia di Arezzo quando la madre del piccolo, una 44enne, si era ritrovata davanti l'ex, un 47enne, che la minacciava di morte con una pistola dopo che la donna lo aveva denunciato per maltrattamenti e aveva abbandonato l'abitazione insieme al bambino temendo guai peggiori. L'uomo, dopo averla attesa in strada e averla aggredita con un pugno in faccia, sotto la minaccia dell'arma l'aveva costretta ad ascoltare le sue scuse implorandola di riallacciare il rapporto. Terrorizzata dalla situazione, la donna aveva finito per assecondare tentando di riportarlo alla ragione. Il tutto è avvenuto mentre i due, a bordo della vettura dell'uomo, giravano senza meta lungo le strade e alla fine, calmatosi, il 47enne aveva confessato che la pistola era un giocattolo e dopo essersene disfatto insieme alla 44enne avevano raggiunto il figlio in palestra e si erano lasciati per rientrare nelle rispettive abitazioni. Ancora sotto choc, e temendo che l'uomo potesse nuovamente dare in escandescenza, la signora era corsa in pronto soccorso per essere medicata e poi si era rivolta ai carabinieri ai quali in precedenza aveva denunciato i maltrattamenti.

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Tutto sembrava essere finito ma, nella mattinata di mercoledì, il 47enne si è presentato davanti alla scuola del figlio di 10 anni e dopo aver prelevato il ragazzino era ripartito a tutta velocità non prima di comunicare alla ex che avrebbe ucciso il bambino e poi l'avrebbe fatta finita. Terrorizzata, la donna ha immediatamente chiamato i carabinieri per dare l'allarme e denunciare la sottrazione del piccolo. Sono così scattate le ricerche coi militari dell'Arma che sono riusciti ad agganciare il segnale del cellulare del 47enne tracciandolo col Gps. Il telefonino indicava che l'uomo si trovava a Rimini e le Volanti della polizia di Stato si sono precipitate sul luogo indicato riuscendo a bloccare l'auto coi due a bordo. Comprensibilmente spaventato dalla situazione, alla vista delle divise il bimbo si è messo a piangere e il padre non ha opposto resistenza al personale della Questura che ha riaccompagnato entrambi negli uffici di corso d'Augusto dove il piccolo ha potuto riabbracciare la mamma. Il 47enne, nel frattempo, è stato invitato a sostenere una visita medica psichiatrica in Pronto Soccorso. Al momento l'uomo non risulta denunciato per questi eventi ma la sua posizione, rispetto a quanto esposto dalla moglie ai carabinieri di Arezzo, va ad aggravarsi.

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