Dopo la rapina fuggono in taxi, caccia a uno dei malviventi

Il secondo rapinatore è stato catturato dai carabinieri all'altezza del casello di Orte, in provincia di Viterbo

Sono scappati dalla banca stringendo tra le mani un bottino da 10mila euro, ma la loro fuga è durata poco, almeno per uno dei due. L'episodio risale a lunedì mattina, quando due uomini a volto coperto e armati di pistola hanno fatto irruzione all'interno della filiale di Cesenatico della Banca popolare di Ancona su viale Roma.

LA RAPINA - Il tutto è durato pochi minuti: i due hanno minacciato un cliente e un cassiere, arrivando a schiaffeggiare quest'ultimo per farsi consegnare il denaro. Dopo essersi appropriati di un bottino di circa 10mila euro, gli uomini si sono dileguati fino a raggiungere un albergo su via Garibaldi, da dove hanno telefonato alla locale centrale dei taxi di Cesenatico utilizzando il telefono dell'hotel (i due non avevano cellulari).

LA FUGA IN TAXI - Dall'albergo i due si sono fatti accompagnare alla stazione di Cesenatico, e qui le loro strade si sono divise: uno dei due, rimasto sul taxi, ha chiesto al tassista di essere accompagnato a Rimini ma, una volta giunti a destinazione, ha cambiato idea chiedendo di proseguire la corsa fino a Riccione. Il tassista, innervosito dalle continue modifiche richieste, ha scaricato l'uomo in stazione a Rimini. Il secondo, invece, è salito su un secondo taxi chiedendo di essere accompagnato fino a Napoli, pagando in anticipo 1200 euro in contanti. I carabinieri ci hanno messo poco a capire le modalità di fuga dei malviventi. Una volta individuata la posizione del taxi sospetto, che stava viaggiando sull'E45, i militari hanno imboccato la stessa strada in direzione Napoli allertando i comandi dell'Umbria e del Lazio.

All'altezza del casello di Orte, in provincia di Viterbo, i militari sono riusciti a fermare il tassista, ancora ignaro di avere a bordo un rapinatore. Cristian Antonio Rizzo, 48enne, già noto alle forze dell'ordine e originario di Monza-Brianza residente a Napoli con la compagna, è stato trovato in possesso di novemila euro e di una parte della pistola-replica utilizzata per la rapina. In seguito a un controllo più approfondito, è risultato che il soggetto risultava già ricercato dal mese di maggio, dovendo scontare una pena di quasi 12 anni di reclusione per condanna passata in giudicato (per una tentata rapina in una banca di Fano nel 2009 e per porto di armi e oggetti atti ad offendere commesso a Milano nel 2010). L'uomo è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto e, su disposizione della Procura della Repubblica, condotto al carcere Mammagialla di Viterbo. Mercoledì mattina il Gip di Viterbo ha convalidato il fermo e ne ha disposto la custodia cautelare in carcere.

LE RICERCHE ANCORA IN CORSO - Per quanto riguarda il secondo soggetto, le ricerche immediate nella stazione di Rimini e di Riccione da parte non solo delle forze di Carabinieri, ma anche della Polizia ferroviaria, non hanno dato esito positivo. Secondo i militari, tuttavia, il ritrovamento sarebbe ormai vicino. Si tratterebbe di un 40enne, anch'egli residente nell'area di Napoli e noto per diversi reati, tra cui spaccio di stupefacenti ed evasione da misure detentive. Sono in corso accertamenti, condotti dalla dottoressa Spirito della Procura di Forlì, titolare dell’indagine, volti alla sua completa identificazione.

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