Doppia truffa ai clienti, rivenditore di auto usate finisce a processo

Imprenditore santarcangiolese avrebbe intascato i soldi senza mai consegnare due veicoli

E' accusato di due distinte truffe un imprenditore di Santarcangelo 40enne, che opera nella compravendita di auto usate, finito a processo davanti al giudice del Tribunale di Rimini. La prima vittima dell'uomo sarebbe un riminese 43enne che, nel 2013 attraverso un amico, si sarebbe rivolto al rivenditore per acquistare un veicolo. Nello specifico, il 43enne aveva messo gli occhi su una Smart nuova fiammante e, al termine della trattativa, si era accordato con il vendirore per il prezzo di 11.300 versando un primo acconto di 2mila euro con il saldo che sarebbe arrivato al termine delle pratiche di immatricolazione. Dopo alcuni giorni, il 40enne avrebbe chiamato l'acquirente per dargli la buona notizia dell'arrivo della targa e, quest'ultimo tramite bonifico, ha versato la differenza ma è a questo punto che qualcosa inizia ad andare storto. In un primo momento il venditore avrebbe accampato dei problemi burocratici ma, alle proteste del 43enne, si scopre che la Smart è letteralmente sparita dalla circolazione e, della targa, non vi è traccia. La vittima denuncia quindi l'imprenditore e chiede il sequestro del conto corrente ma, gli inquirenti, trovano un saldo attivo si soli 20 euro e una marea di uscite contabili con la maggior parte dei soldi spesi in una nota discoteca di Misano.

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La seconda vittima, invece, è una società toscana finita truffata nel 2014. Sempre il 40enne avrebbe messo in vendita su internet una Porsche usata al prezzo di 35mila euro. L'annuncio incuriosisce l'azienda di Livorno che invia un suo incaricato per visionare la fuoriserie il quale, alla fine, si accorda con l'imprenditore di Santarcangelo facendo partire il bonifico. Anche in questo caso, il 40enne inizia ad accampare delle scuse burocratiche fino a quando i primi acquirenti scoprono che la Porsche è stata venduta a un privato sempre per lo stesso prezzo. Per il venditore, quindi, arriva la seconda denuncia e, adesso, sarà il giudice del Tribunale di Rimini a stabilire la verità.

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