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Cronaca

Droga e sfruttamento della prostituzione, sigilli al Lady Godiva

Maxi operazione della polizia di Stato nella notte tra martedì e mercoledì, eseguite 19 misure di custodia cauelare

E' scattato nella notte tra martedì e mercoledi il maxi blitz della polizia di Stato di Rimini che, nell'ambito dell'operazione "Privè", ha visto gli agenti eseguire 19 misure di custodia cautelare e mettere sotto sequestro il night club Lady Godiva. Le accuse sono quelle di spaccio di stupefacenti, in particolare cocaina, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e rapina aggravata. All´interno del locale, le ragazze assunte come figuranti di sala, si prostituivano nel privè dove venivano organizzati gli incontri con i clienti. Le indagini della Squadra Mobile, hanno permesso di evidenziare un´intensa attività di prostituzione esercitata all´interno del locale dove avveniva anche consumo e spaccio di diverse sostanze stupefacenti, in prevalenza cocaina. Nel corso di questa indagine, è stato possibile risalire anche all'identificazione degli autori della rapina dell´orologio Bulgari subita da un noto avvocato riminese. Il blitz è scattato alle 4 dopo un appostamento di tre ore e gli agenti hanno fatto irruzione nell'orario di massima affluenza trovando molte ragazze una trentina e i clienti una cinquantina e quasi tutti di fuori città sui divanetti della zona 'vip'. Quattro le misure cautelari eseguite nel night aperto per tre sere da ieri e fino a domani in coincidenza di un appuntamento fieristico.

Operazione "Privè", sigilli al Lady Godiva

Ci sono anche il titolare il gestore e l'addetto alla sicurezza del Lady Godiva tra i destinatari delle misure cautelari disposte dal gip Vinicio Cantarini su richiesta del pm Davide Ercolani ed eseguite questa mattina dalla polizia di Stato. Per otto dei 19 destinatari dell'ordinanza è scattata la custodia in carcere per quattro ai domiciliari e sette hanno l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Gli accertamenti della squadra Mobile si sono concentrati sulla gestione del Lady Godiva dimostrando che il rappresentante legale del night, uno dei soci, un dipendente part-time ma di fatto gestore del locale e gli addetti alla sicurezza favorivano e sfruttavano la prostituzione delle ragazze assunte come figuranti di sala che si concedevano nei privè dove venivano organizzati gli incontri con i clienti. Gli indagati sono accusati di aver ricevuto gran parte dei soldi riscossi dalle prostitute che venivano istruite sul tipo di prestazioni da fornire sul come comportarsi con i clienti e come riscuotere il denaro. Le indagini sono iniziate nell'autunno del 2016 e hanno evidenziato l'attività di prostituzione all'interno del locale dove venivano anche consumati e spacciati stupefacenti in prevalenza cocaina tutto documentato da filmati e fotografie in mano agli inquirenti.

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