Droghe, San Patrignano dice no al testo in fase di approvazione: "Il Senato ci ripensi"

Dopo oltre 35 anni di impegno in prima linea nel recupero di giovani caduti nel degrado e nell'emarginazione della tossicodipendenza, non vogliamo rassegnarci alla cultura della normalizzazione della droga", esordisce la nota della comunità

La Comunità di San Patrignano contraria al testo in materia di droghe in fase di approvazione. "Dopo oltre 35 anni di impegno in prima linea nel recupero di giovani caduti nel degrado e nell’emarginazione della tossicodipendenza, non vogliamo rassegnarci alla cultura della normalizzazione della droga - esordisce la nota della comunità -. Siamo fortemente contrari alla linea che emerge dal testo in fase di approvazione alla Camera dei Deputati, talmente debole e minoritario da costringere il Governo a porre la fiducia su una tematica delicata e controversa come quella delle droghe. Ci sembra di assistere ad una scelta schiava di pochi legalizzatori, contraria al pensiero di gran parte delle famiglie che lottano tutti i giorni per cercare di offrire una corretta educazione ai loro figli".

"E’ incredibile come la politica italiana in merito al decreto legge sulle droghe non abbia tenuto minimamente in considerazione il parere espresso da esponenti del mondo scientifico, delle comunità e degli operatori del settore che andavano in direzione nettamente opposta ad alcune delle scelte poi effettuate - proseguono da San Patrignano -. Come è possibile pensare di inserire la cannabis geneticamente modificata, con percentuali di principio attivo sino a 20 volte superiori a quella naturale, nella tabella due ideata per classificare le “droghe leggere”? O credere che sia giusto non punire penalmente il piccolo spaccio, quando è noto a tutti che i pusher, primo contatto con le sostanze per i nostri figli, girano con quantità minime di droga proprio per evitare l’arresto? Scelte che fanno pensare che chi le ha effettuate o non conosce il problema droga o, come ci sembra molto più probabile, fa finta di non conoscerlo e non aver ascoltato il parere degli esperti. Scelte che sono di una politica che non è in grado di fare proposte educative a sostegno delle famiglie e della crescita dei giovani.

"I risultati di questa scelta, assunta a nostro avviso con superficialità e disattenzione ai reali problemi che l’uso di droga comporta nelle famiglie e nella società, provocherà un aumento della diffusione di queste sostanze, in particolare tra i giovanissimi - continua la nota -. La nostra esperienza quarantennale ci dice che, laddove aumenta disponibilità a causa di politiche tolleranti, decresce la “disapprovazione sociale” e il consumo esplode. Augurandoci che il Senato ci ripensi, ci facciamo promotori di un movimento che unisca tutte le realtà che credono fortemente in una società libera da ogni dipendenza. Allo stesso tempo continueremo a portare avanti i nostri progetti, certi che parlare ai giovani del vero valore della vita, di scelte consapevoli e di passioni siano azioni molto più importanti per la loro crescita piuttosto che la sempre più frequente promozione della trasgressione e dello sballo. Lo facciamo da tempo, incontrando ogni anno oltre 40mila giovani studenti di tutta Italia attraverso il nostro progetto WeFree, portando loro le storie dei nostri ragazzi. Con la speranza che riescano a vivere la loro vita liberi da ogni condizionamento e dipendenza al contrario del messaggio che la politica sembra voler dare loro".

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