Due giorni di astensione dalle udienze per gli avvocati di Rimini

La Camera Penale di Rimini aderisce con la massima condivisione alla agitazione proclamata dalla Unione delle Camere Penali Italiane

La Camera Penale di Rimini "Veniero Accreman" aderisce con la massima condivisione alla agitazione proclamata dalla Unione delle Camere Penali Italiane, che hanno indetto una astensione dalle udienze di tutti gli avvocati penalisti per le giornate del 13 e 14 marzo p.v. Le ragioni di questa iniziativa, che culminerà con la manifestazione nazionale indetta a Roma per la mattina del prossimo 13 marzo e alla quale parteciperà il Presidente, sono riassunte dll'avvocato Alessandro Sarti, presidente della Camera Penale riminese.

"La riforma dell'ordinamento penitenziario, giunta ad un passo dal traguardo, rischia di dissolversi nel nulla, "presa in ostaggio" dalle altalenanti convenienze ed umori contingenti che ispira no le scelte legislative, specie nella "burrasca" della contesa elettora le giocata sui fondamentali temi della giustizia e della sicurezza dei cittadini. L'esigenza primaria di riportare il sistema della esecuzione penale entro una cornice di legalità costituzionale, resa urgente dai numerosi moniti giunti dalle Istituzioni sovranazionali e dalle condanne subite dall'Italia nelle sedi giurisdizionali comunitarie, in primis la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, pareva aver sortito l'effetto sperato".

"Dopo un lungo iter di approfondimento delle varie problematiche connesse all'ordinamento penitenziario - prosegue Sarti - risalente al 1975, culminato nel documento conclusivo degli Stati Generali dell'Esecuzione Penale convocati dal Ministro della Giustizi a Orlando, ove l'analisi dei 18 tavoli tematici era confluita nella proposta di riforma organica del nostro sistema di esecuzione (inframuraria ed extramoenia) delle pene, il Legislatore pareva aver preso coraggio, raccogliendo le indicazioni provenienti dagli operatori del settore e giungendo alla approvazione della legge delega n. 103 del 2017, contenente i principi e criteri direttivi che dovevano guidare, in tempi brevi, il Governo a ciò delegato nella attuazione della riforma. E l'ottimismo pareva finalmente regnare tra gli addetti del mondo giustizia, allorquando il Governo lo scorso 22 dicembre 2017 aveva licenziato lo schema di decreto attuativo della riforma sulle misure alternative alla detenzione e sul procedimento di sorveglianza, che finalmente accantonava gli odiosi automatismi preclusivi che hanno contribuito a determinare in questi anni l'annoso ed irrisolto problema del sovraffollamento carcerario, senza incidere in alcun modo sul tasso di recidiva. Recidiva che le statistiche hanno dimostrano essere inversamente proporzionale all'aumento delle misure alternative al carcere, che meglio garantiscono un percorso di resipiscenza del condannato e, quindi, la sicurezza del cittadino. Ma l'ottimismo della volontà, come di consueto, si scontra con il pessimo della (ir)ragionevolezza. Il Consiglio dei Ministri, infatti, convocato lo scorso 22 febbraio per il via libera alla approvazione definitiva del decreto attuativo della riforma sulle misure alternative al carcere, terminato l'iter parla men tare di assunzione dei pareri da parte delle Commissioni Giustizia, ha preferito accantonare il testo a data da destinarsi, stante l'incedere del voto elettorale e degli scenari politici che ne sarebbe derivati".

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"Nel corso della riunione del C.D .M. inoltre - conclude Sarti - sono stati approvati gli schemi di altri tre importanti decreti attuativi, trasmessi alle Camere per la formulazione dei pareri obbligatori, in materia di affettività in carcere, esecuzione nel processo minorile e giustizia ripartiva . Anche questi decreti, necessari per completare la più importante ed organica riforma del sistema penitenziario dai tempi della legge Gozzini del 1986, rischiano di arenarsi nelle sabbie mobili dello scenario post-voto. Astensione di forte protesta, quindi, ma al tempo stesso di speranza e proposta, residuando ancora lo spazio tecnico, pur nel ristretto orizzonte politico, per condurre in porto la riforma con l'approvazione definitiva e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di tutti i decreti attuativi, prima che scada il termine previsto dalla legge delega. Con l'auspicio che l'appello congiunto della Unione Camere Penali Italiane, del Consiglio Nazior1ale Forense, delle principali associazioni della Magistratura e di esimi esponenti del mondo della Università e della Giustizia italiana, trovi ascolto 11elle sedi competenti, invitiamo tutti i colleghi del Foro riminese ad una adesione massiccia alla astensione dalle udienze proclamata per martedì 13 e mercoledì 14 marzo."

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