Due ventenni "sequestrati" da un pericoloso latitante per una notte intera

I ragazzi costretti ad accompagnare l'uomo da Novafeltria a Eboli, un incubo durato 12 ore prima di riuscire a scappare

I carabinieri della Compagnia di Novefeltria stanno indagando sul "sequestro" lampo di due giovani della Valmarecchia che, venerdì sera, sono stati costretti da un pericoloso latitante a imbarcarsi in un lugo viaggio fino ad Eboli. Secondo il racconto dei ventenni, avrebbero conosciuto l'uomo, un 42enne campano, e un suo amico 60enne di origini pugliesi ma residente in val Marecchia in un locale di Novafeltria. Qui gli avrebbe prima offerto da bere e poi, tra velate minacce, costretti a salrire sulla loro vettura per portare i due uomini in Campania. Richiesta alla quale, i ragazzi, non avrebbero saputo opporsi e, senza dire nulla a nessuno, sono partiti alla volta di Eboli, dove il 42enne era sottoposto al regime di sorveglianza speciale, nel cuore della notte. Mentre a uno dei due giovani è stato rpeso il cellulare, tuttavia, il secondo ha sempre avuto la disponibilità del telefonino.

Arrivati a Eboli, i "rapiti" sono stati presentati ai familiari del loro "sequestratore" sempre, a loro dire, terrorizzati dai modi di fare del 42enne e delle velate minacce che gli rivolgeva. Approfittando di un momento di distrazione del campano e del suo amico, i ragazzi sono riusciti ad allontanarsi e, arrivati alla loro vettura con una scusa, sono balzati nell'abitacolo e ritornati in tutta fretta in Romagna. Solo nella tarda mattinata di sabato hanno fatto ritorno a Novafeltria dove, spaventati, hanno atteso un paio di ore prima di rivolgersi ai carabinieri e raccontare la loro storia.

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Messi sotto torchio dai militari dell'Arma, vista la particolarità della vicenda, il loro racconto è stato analizzato dagli inquirenti in ogni dettaglio. Alla fine, anche i carabinieri si sono conviti della veridicità dell'avventura e, insieme ai colleghi di Eboli, hanno avviato un'indagine lampo che ha permesso ai militari dell'Arma campani di arrivare sulle tracce del 42enne. Inviduato nell'abitazione di un parente, l'uomo è stato arrestato per il provvedimento di custodia cautelare in violazione al regime di sorveglianza speciale e denunciato per violenza privata e minacce nei confronti dei due 20enni dato che, per come sono andate le cose, non si è configurato il reato di sequestro di persona. Stessa denuncia anche a carico del 60enne la cui posizione, tuttavia, è ancora al vaglio degli inquirenti.

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