Ecografie del cuore in tre dimensioni all'Infermi

Ecografie del cuore in tre dimensioni, all'Ospedale di Rimini, grazie alla donazione di un ecocardiografo di ultima generazione effettuata dalla Banca Popolare dell'Emilia Romagna per mezzo dellASCOR

Ecografie del cuore in tre dimensioni, all'Ospedale di Rimini, grazie alla donazione di un ecocardiografo di ultima generazione effettuata dalla Banca Popolare dell'Emilia Romagna per mezzo dellASCOR, l'associazione dei cardiopatici che sostiene l'Unità Operativa di Cardiologia dell'”Infermi” diretta dal dottor Giancarlo Piovaccari. L'apparecchio è stato inaugurato venerdì con una cerimonia alla quale hanno partecipato autorità locali, i vertici dell'Azienda (il direttore sanitario dottor Saverio Lovecchio e il direttore amministrativo dottoressa Paola Lombardini), il presidente dell'ASCOR dottor Ferdinando Rossi, il capoarea Romagna Marche della Banca Popolare dell'Emilia Romagna dottor Massimo Versari ed il consigliere d'amministrazione e presidente del Comitato Territoriale della Banca Popolare dell'Emilia Romagna ragionier Giosuè Boldrini.

L'ecocardiografia tridimensionale consiste nell'esecuzione di una ecografia del cuore a tre dimensioni, che permette di visualizzare l'intero volume del cuore e non semplicemente una sezione bidimensionale. Questo consente al diagnosta di avere a disposizione una visione migliore di tutte le parti del cuore e di valutarne così al meglio le dimensioni, la forza con cui si contrae, le pressioni al suo interno e il funzionamento degli apparati valvolari.

I principali vantaggi dell'ecografia tridimensionale rispetto a quella tradizionale sono: più precisa valutazione dei volumi cardiaci che si avvicinano moltissimo alla precisione della risonanza magnetica; accurata interpretazione delle masse intracardiache (tumori e coaguli principalmente); valutazione della morfologia della valvola mitrale in particolar modo nei pazienti con prolasso valvolare mitralico;
precisazione anatomica della valvola aortica (tricuspide o bicuspide); identificazione dei pazienti con ridotta contrattilità ventricolare sinistra, candidabili all'impianto di pace-maker biventricolare.

L'ecocardiogramma a tre dimensioni può essere eseguito con tecnica sia transtoracica sia transesofagea. Nell'ecocardiogramma tridimensionale transtoracico il paziente deve sdraiarsi a torso nudo su uno speciale lettino leggermente inclinato, disponendosi sul fianco sinistro. Il medico appoggia la sonda in vari punti del torace del paziente per ottenere le immagini necessarie. Le immagini possono essere valutate al momento dell'esecuzione dell'esame o può essere necessario che il medico le rielabori al termine dell'esame con un software dedicato. L'esame è assolutamente innocuo, tant'è che viene tranquillamente eseguito anche nelle donne in gravidanza per valutare il cuore del futuro bambino; l'esecuzione della procedura diagnostica richiede mediamente circa venti minuti.

L'ecocardiogramma tridimensionale transesofageo viene eseguito introducendo la sonda ecocardiografica in esofago come avviene per l'esecuzione di una gastroscopia. Durante l'esame il paziente viene medicato per eliminare il fastidio dell'esame che, pur durando pochi minuti, consente di ottenere informazioni insostituibili in particoare degli apparati valvolari che possono essere visualizzati con grande dettaglio. Questo esame è di fondamentale importanza qualora venga ipotizzato un intervento cardiochirurgico sugli apparati valvolari.

Ulteriore possibilità è quella dell'utilizzo del mezzo di contrasto, che sta rivoluzionando il campo dell'ecocardiografia e in particolare dell'ecocardiografia da stress. La sua utilità ha portato l'ecocardiografia da sforzo, o da stress farmacologico, a eguagliare l'accuratezza diagnostica raggiungibile con tutte le altre metodiche diagnostiche non invasive, che sono più costose (si pensi alla sisonanza magnetica cardiaca) e in qualche caso potenzialmente dannose per l'ambiente ed il paziente, come la scintigrafia e la tac.

Come accade per gli altri tipi di ecografia, la tecnica che sottende all'apparecchio, del valore di circa 150mila euro è basata sulla riflessione degli ultrasuoni, che, nello specifico dell'ecocardiografia, è effettuata dalle singole strutture del cuore. “Il nostro personale – ha detto il dottor Piovaccari – si sta formando per utilizzare al meglio questo apparecchio che ci consentirà di migliorare la presa in carico dei nostri pazienti e anche di fornire dati più dettagliati ai chirurghi, per coloro i quali dovranno essere sottoposti ad intervento chirurgico. Siamo felicissimi perchè l'apparecchio che la Banca Popolare dell'Emilia Romagna ci ha inviato è pressochè unico in Italia”.

Ad aprire i lavori dell'inaugurazione, il direttore medico del presidio ospedaliero di Rimini – Santarcangelo – Novafeltria, dottor Stefano Busetti, il quale ha ricordato il valore della cardiologia riminese in Romagna e non solo, e anche il fatto che tale riconoscimento è dovuto anche all'apporto che il terzo settore e la società civile danno, e stanno continuando a dare, alla sanità di questo territorio.

In linea anche le dichiarazioni del vicepresidente della commissione “Politiche per la Salute e Politiche Sociali” dell'Assemblea Legislativa regionale dell'Emilia Romagna dottor Roberto Piva, il quale ha sottolineato come, nonostante il periodo oggettivamente non facile, la Regione si stia impegnando per non intaccare la qualità dei servizi erogati ai pazienti, e anzi, laddove possibile, per effettuare nuovi investimenti. “Tra breve – ha detto Piva – sarà definito il riparto dei fondi per le Aziende sanitarie, nell'ambito delle quali tutti ci dovremo impegnare per mantenere le nostre eccellenze, delle quali la cardiologia riminese è un esempio assai significativo”.

Saluti, e ringraziamenti alla Banca Popolare dell'Emilia Romagna, anche dall'assessore Jamil Sadegolvahad, in rappresentanza del Comune di Rimini: “E' un fatto importante che in un momento come questo, una banca effettui una donazione di questa importanza, che aiuta a qualificare la sanità per noi tutti”.

Il ragionier Boldrini ha sottolineato come la Banca Popolare dell'Emilia Romagna non sia certo nuova a gesti di liberalità di questa portata e significato, e che “non finiranno qui. Il nostro prossimo progetto d'intervento sarà per il territorio del cesenate, ma in futuro saremo felici di tornare a collaborare con la sanità riminese”. Il dottor Versari ha evidenziato come “tante banche ultimamente si piccano di essere le 'banche del territorio', direi che questo gesto, come altri che facciamo da tempo in Romagna, qualficano la Banca Popolare dell'Emilia Romagna per un rapporto organico e importante con questo territorio e questa comunità”.

Il dottor Rossi (ASCOR) ha sottolineato che “il nostro impegno a sostegno della cardiologia non cesserà, e come in questo caso, anche in future occasioni saremo felici di prestare la nostra collaborazione”. Sentitissimi i ringraziamenti da parte dell'Azienda, per mezzo del direttore sanitario Lovecchio, alla Banca Popolare dell'Emilia Romagna, “con la quale speriamo di collaborare ancora – ha detto –. La qualità della sanità riminese sta crescendo incessantemente anche grazie a casi come questo, in cui la società civile si stringe intorno alle 'proprie' strutture sanitarie”.
 

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