Ecosistema urbano 2018: Rimini scala 13 posizioni e si piazza al 16esimo posto

Una performance che vede salire la città di 13 posizioni rispetto allo scorso anno dopo essersi attestata per tre anni attorno al 30esima posto

La prima volta tra le 20 città ecologicamente virtuose del Paese. Rimini avanza di 13 caselle rispetto al 2017, sale al sedicesimo posto e prosegue la scalata nella speciale classifica sull’Eco sistema urbano delle città capoluogo di provincia, redatta da Legambiente e pubblicata sull’edizione di lunedì de Il Sole 24 Ore. Una performance che vede salire la città di 13 posizioni rispetto allo scorso anno dopo essersi attestata per tre anni attorno al 30esima posto. Trentatreesima nel 2015, 32esima nel 2016, 29ma nel 2017, al cinquantesimo posto 9 anni fa, nel 2009.

16esima nella classifica generale, terza tra i capoluoghi dell’Emilia Romagna dopo Parma e Bologna, Rimini raggiunge un punteggio il punteggio del 64,27 su 100 in base a 17 parametri monitorati da Legambiente e Ambiente Italia per misurare, con uno studio arrivato alla 25esima edizione, lo stato di salute dei capoluoghi di provincia italiani. Il patrimonio degli alberi e del verde (sesta posto assoluto in Italia), l’estensione delle isole pedonali (ottava) ma anche l’offerta del Trasporto pubblico locale (18esima) e il numero dei passeggeri del Tpl (16esima), sono le aree in cui si sono registrati i maggiori risultati che hanno contribuito al risultato positivo.

Buone anche le performance sulla raccolta differenziata (32°) che a Rimini è ormai arrivata a sfiorare il 65%, nonché il tasso di motorizzazione (28esima) e la categoria che ha preso in esame l’efficienza della rete idrica e le problematiche legate alla dispersione (24°). Rimangono alcune criticità, in primo luogo quelle legate alla qualità dell’aria che accomuna tutte le città, non solo della regione, ma dell’intero bacino padano, anche se nel caso di Rimini la concentrazione media annua di pm10 non superail limite fissato dall'Unione Europea. Da segnalare tra le negatività – ma qui è lampante come il fattore “Turismo” incida sensibilmente sul dato assoluto – la classifica che riguarda i “Rifiuti pro capite”, dove la città risulta quintultima.

"Le classifiche hanno sempre un peso relativo ma significativo e evidente è il miglioramento della qualità ambientale, confermato anche dal trend positivo sul medio periodo - sottolinea l’assessore all’Ambiente Anna Montini -. Aldilà del gioco delle posizioni, ciò che ha valore è il consolidarsi di Rimini come una realtà che ha colto l’importanza delle politiche di sostenibilità ambientale dove dimostra di riuscire a migliorarsi di anno in anno. Numeri chiari, come il miglioramento sulle reti idriche, che dimostrano la bontà di alcuni importanti interventi di miglioramento strutturale, o come quelli sul verde urbano, dove arriviamo al sesto posto; stessa posizione ottenuta per il rapporto tra abitanti e numero di coloro che utilizzano mezzi pubblici, una voce importante perché in grado di far diminuire l'impatto dei veicoli privati circolanti".

"Un tema importante e che verrà ulteriormente potenziato nel 2019 con l'apertura del Trasporto Rapido Costiero; insieme a questa importante infrastruttura, l'altra grande infrastruttura “dolce” che contribuisce a decongestionare il traffico è la bicipolitana e l'anello verde delle piste ciclabili che, entro la fine del mandato, aumenterà di ulteriori 20 kilometri sia nell’entroterra, con la rete ciclabile che verrà estesa sulle direttrici di collegamento principali, sia in altre zone della città che vedranno anche un miglioramento della qualità dei percorsi sul lungomare con i lavori per il Parco del mare - prosegue Montini -. Si tratta di misure che, riassorbendo parte del traffico veicolare privato, andranno ad incidere in maniera strutturale anche sul tema della qualità dell'aria, e quindi della presenza di Pm10 e altre sostanze inquinanti; un tema che per la sua importanza non vogliamo e non possiamo affrontare solamente sul versante emergenziale, con blocchi temporanei del traffico ad esempio, ma soprattutto potenziando le infrastrutture che rendono possibili alcune alternative pubbliche ed ecologiche al trasporto privato su auto. Il parco del mare, infine, produrrà sostanziali benefici sia in termini di fruibilità ciclo pedonale, sia in termini di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico, grazie anche ad una maggior estensione delle superfici con verde urbano".

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