Edilizia, 3.500 lavoratori appendono l'elmetto al chiodo

"Oltre 250 richieste da parte di aziende che chiedono gli ammortizzatori sociali e non anticipano la cassa integrazione in busta paga ai dipendenti"

Nel territorio provinciale di Rimini circa 3.500 lavoratori edili, da circa un mese, hanno lasciato l’elmetto al chiodo, ma sono pronti a riprenderlo per ritornare in cantiere a lavorare in totale sicurezza. E' questa la situazione che fotografa Fillea Cgil Rimni (Federazione Italiana Lavoratori legno edili e affini).

"Come Federazione sindacale dei lavoratori delle costruzioni stiamo discutendo e firmando tantissimi accordi di cassa integrazione, insieme alle altre organizzazioni sindacali di categoria di Cisl e Uil - spiega Renzo Crociati Segretario generale della Fillea Cgill Rimini - In questo momento hanno attivato la consultazione sindacale quasi la metà delle imprese edili. Sono arrivate nelle ultime due settimane oltre 250 richieste da parte di aziende del settore che chiedono di utilizzare gli ammortizzatori sociali per i propri dipendenti e tante altre sappiamo che le riceveremo.

La discussione più complicata che abbiamo con alcune aziende è convincerle ad anticipare l’indennità di cassa integrazione in busta paga ai lavoratori. Per questo motivo vogliamo fare un appello al senso di responsabilità sociale delle imprese che, accogliendo la richiesta sindacale, permetterebbero ai lavoratori di continuare a vivere in condizioni dignitose. Sorprende che alcune aziende edili, solide finanziariamente, del nostro territorio abbiano deciso di non anticipare l’indennità economica lasciando che sia l’Inps, con tempi ben più lunghi, a pagare direttamente la cassa integrazione per ‘coronavirus’ ai loro dipendenti. La nuova normativa prevede che le aziende siano esentate dal fornire dichiarazioni sull’aspetto finanziario e perciò alcune imprese hanno deciso la strada più semplice. Fortunatamente, grazie all’accordo siglato con la Regione Emilia Romagna, alcune banche anticiperanno la liquidazione degli ammortizzatori sociali, pertanto restiamo in attesa. Auspichiamo, come tutti, che la situazione migliori e che a breve il comparto dell’edilizia riparta.

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Alcuni lavori per il ripristino dei luoghi pubblici sono ripresi, ma rimane il nodo dei lavori privati che, essendo prevalentemente di ristrutturazioni edilizie, saranno ancora temporaneamente sospesi per ovvii motivi. Noi diciamo però che per rinascere l’edilizia ha bisogno di più ambiente e più diritti. Infatti, nella proposta che la Fillea Cgil ha presentato a livello nazionale insieme a Legambiente, si punta in massima parte sulla riconversione dal punto di vista energetico e sismico degli edifici esistenti garantendo salute e diritti a lavoratori e cittadini".

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