Elezioni, l'analisi a Rimini: cade il Pd e M5S, vola la Lega. Affluenza in crollo

Lasciati fuori dall'assemblea regionale Marco lombardi (FI) e Gioenzo Renzi (Fratelli d'Italia) che non sono stati rieletti. Luigi Camporesi (M5S) ha rassegnato le dimissionidal consiglio comunale

A Rimini l’esito delle urne per le Elezioni Regionali conferma il Partito Democratico come prima formazione politica per voti in città, sebbene con una decisa flessione, e che rimane in linea con il livello Regionale anche se non raggiunge il 50% come a Bologna fermandosi, nella provincia riminese, al 43,5%. Due i seggi in Consiglio conquistati dai candidati riminesi: Giorgio Pruccoli, eletto con 4518 preferenze e Nadia Rossi, eletta con 4199 voti. Terzo seggio conquistato dal Movimento 5 Stelle che attestandosi al 17,24% ha permesso a Raffaella Sensoli di venire eletta con 1066 preferenza. Resta senza un seggio Forza Italia, scesa al 9,14%, con il consigliere uscente Marco Lombardi che non è stato riconfermato dagli elettori. Anche l'altro consigliere uscente, Gioenzo Renzi (Fratelli d'Italia) si è visto sfumare la riconferma in assemblea regionale. Anche a Rimini spicca la performance della Lega Nord che, nella coalizione di centro destra, diventa il primo partito con il 30,75%. Per quanto riguarda l'affluenza, il riminese ha assistito a un vero e proprio tracollo facendo registrare, con il 33,45%, uno dei peggiori risultati in Regione tagliando, di quasi la metà, l'affluenza alle ultime consultazioni che era arrivata al 62,40%.

La prima "vittima" di questa tornata elettorale è stato Luigi Camporesi che ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato dal ruolo di Consigliere Comunale per il Movimento 5 Stelle a Rimini. Lo ha comunicato, senza aggiungere altro sulle motivazioni, una scarna nota del Movimento 5 Stelle di Rimini.​ "Il risultato di ieri è stupendo - ha invece commentato Elena Raffaelli, Consigliere comunale lega nord Riccione. - La Lega, anche a Riccione, conquista un risultato storico che ci premia e ci apre a nuove responsabilità.  E' un risultato che ci permette anche  di dare maggior forza  al nostro sostegno alla giunta Tosi. Il nostro impegno da questa mattina è di aprire un forte e serrato dialogo con i nostri nuovi consiglieri regionali per mettere al centro della loro azione gli interessi di questa città e dei Riccionesi". 

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"La tornata elettorale per eleggere il nuovo presidente e rinnovare il Consiglio Regionale ER verrà sicuramente ricordata per la bassissima affluenza degli elettori, che si è assestata al 37,67% a livello regionale - ha commentato Tiziano Arlotti, parlamentare riminese del Pd. - Sicuramente hanno pesato la conclusione anticipata della legislatura, la vicenda legata ai rimborsi deflagrata e rilanciata, dopo la richiesta di rinvio a giudizio, proprio nei momenti più caldi della campagna elettorale. Altro elemento da evidenziare è quello relativo ad un’elezione che cade inusualmente in autunno inoltrato e che ha coinvolto, oltre all’Emilia-Romagna, la sola Regione Calabria. Anche le polemiche nazionali, sia politiche che sindacali legate ai provvedimenti in discussione come il Jobs Act e la stessa Legge di stabilità, insieme ad una scarsa pubblicizzazione della scadenza elettorale, hanno sicuramente contribuito a creare disaffezione in un momento di crisi economica e sociale ancora recessiva. Tuttavia questo dato ha situazioni diversificate sui nostri territori provinciali. Per quanto riguarda la provincia di Rimini il livello di partecipazione al voto è stato in assoluto il più basso: 33,45% (-4,22%), mentre nel comune capoluogo si è attenuato attestandosi al 34,21% (-3,46%). Sul voto del presidente candidato Bonaccini le coalizione che lo sostiene ha ottenuto in tutta la regione il 49,1% di cui il 44,5% è andato al Pd. Lo stesso dato di coalizione a livello provinciale è del 43,51% (-5,5%), mentre per il Pd è stato del 40,7% (-3,8% sul dato regionale) e del 39,55%(-4,95%) nel comune capoluogo. Ora veniamo al dato politico generale a livello regionale e locale. Sicuramente risulta evidente la lievitazione della Lega, che di fatto cannibalizza la destra e in particolare FI, attestandosi sul 19,4% a livello regionale e al 17,85 nel riminese (ma in termini assoluti la Lega perde circa 50.000 voti rispetto alle regionali del 2010). Sicuramente la candidatura del centrodestra di Fabbri della Lega a presidente della Regione ha enfatizzato questo trasbordo di voti e in parte ne ha intercettato altri in uscita dai partiti legandoli a temi politici come gli immigrati e la sicurezza. Non penso che questo aspetto abbia toccato il Pd. Servono comunque verifiche più approfondite che lascio volentieri ai sociologi. Tuttavia, pur in presenza di una drastica riduzione degli elettori, va evidenziato come su 33.935 voti al Pd in tutta la provincia, i quattro candidati del Pd addirittura abbiano totalizzato ben 14.935 preferenze (44% sul totale). È pur vero che per la prima volta si è votato con la doppia preferenza di genere, ma nelle regionali del 2010, con una partecipazione del doppio, le preferenze seppur uniche furono inferiori, e non tutti hanno scritto la doppia preferenza. Approfondirò in altra occasione questo argomento, cosi come quello urgente e non più procrastinabile di interrogarci sui temi politici e sull’azione programmatica ma anche sulla forma partito, sulla “accountability”, che sarà interessante affrontare per inserire elementi fondamentali di verifica e confronto costante con gli eletti che ritengo fondamentale. Non posso in questo momento non ringraziare Giorgio Pruccoli e Nadia Rossi, a cui va il mio in bocca al lupo. E’ un abbraccio a Cristian D’Andrea e Sonia Alvisi per l’impegno profuso in questa tornata elettorale".

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