Cronaca

Elezioni, intervista a Lisi: "La mia Rimini? Senza condizionamenti affaristici e politici"

Attualmente i partiti che sono assieme al governo in questo momento, sotto la guida di Mario Draghi, a Rimini sono divisi sotto le insegne di tutti e tre i candidati principali alle elezioni

Gloria Lisi è la terza candidata intervistata da RiminiToday. Attualmente i partiti che sono assieme al governo in questo momento, sotto la guida di Mario Draghi, a Rimini sono divisi sotto le insegne di tutti e tre i candidati principali alle elezioni. Ma se - in uno schema tradizionale della politica - esiste ancora un terzo polo, Lisi lo rappresenta a Rimini e in caso di ballottaggio potrebbe essere l'ago che fa pendere la bilancia. Ex vicesindaco di Andrea Gnassi e in una giunta di centro-sinistra fino a pochi mesi fa, è riuscita a raccogliere intorno a sè ben 5 liste civiche ed aggregare anche il Movimento 5 Stelle. Ecco le sue proposte per Rimini.

Cosa l’ha spinta a candidarsi?
Mi sono candidata perché ho sentito necessario assumermi la responsabilità di rappresentare quella parte della nostra società che ha messo e mette sempre al centro dei suoi valori la persona, con i suoi bisogni e le sue fragilità, che ha scelto di sostenere l’economia sostenibile e i suoi percorsi di eccellenza, di impegnarsi nel sociale per garantire il benessere e la salute di tutti, ed in particolare dei nostri anziani,  che pretende il rispetto delle leggi, delle regole e la partecipazione attiva dei cittadini nelle scelte.

Quali sono le priorità e cosa farebbe nei primini 100 giorni da sindaco?
Gin dal primo giorno del mio mandato, mi occuperò di mettere in moto tutti gli strumenti necessari al raggiungimento di obiettivi di medio e lungo periodo, i cui frutti si coglieranno nel tempo: il ripristino dei servizi essenziali (asilo nido, trasporti interurbani, assistenza agli anziani, sostegno ai più deboli); soluzioni per un nuovo programma di interventi per il decoro in città ed in particolare nelle aree più periferiche. Il decoro, non c’è dubbio, passa anche attraverso un innalzamento dei livelli di sicurezza: in tal senso sarà mia premura quella di avviare un approfondito monitoraggio di tutte le criticità per rispondere con efficacia ad ogni possibile inefficienza. Cominceremo ad allestire una rete di videocamere di vigilanza in quelle aree a rischio per poi completare un piano organico di video sorveglianza della città. Anche l’emergenza abitativa è uno dei più delicati problemi della città che intendo affrontare da subito: provvederemo, allora, al censimento dell’edilizia popolare, alla tutela delle fasce più deboli. Agirò per un monitoraggio delle esigenze della viabilità e provvederò a stilare un piano dei parcheggi che risolva le criticità emerse in questi ultimi mesi. Mi impegnerò da subito per il rilancio delle zone commerciali del Centro Storico e della Marina".  

Come si immagina la Rimini del futuro?
La città in cui vivremo fra vent’anni dipende dalle scelte che facciamo oggi. Mi immagino una città capace di competere e accreditarsi come capitale europea contemporanea. Una città che include e promuove la partecipazione e contrasta l’illegalità criminale e mafiosa, forte e decisa nelle azioni di contrasto e repressione della micro e della macrocriminalità. Una città più sostenibile. Una città che crea un ambiente sicuro, sano e accogliente, spazi, luoghi e percorsi di condivisione e servizi in grado di supportare le necessità delle famiglie, far crescere l’occupazione, quella femminile in particolare, assistere gli anziani, i più fragili e i più bisognosi, accompagnare i piccoli cittadini riminesi a sviluppare la propria creatività e i propri talenti e dar loro attenzione e voce quali attori fondamentali della comunità riminese. Una città che riesce più facilmente a emarginare la violenza.

Quali sono i bisogni che raccoglie dalla gente che incontra?
La gente che incontro ha un solo grande desiderio, vivere in una città a misura dei propri bisogni e delle proprie aspettative. Chiede sicurezza ed opportunità. Chiede attenzione a chi è rimasto indietro, cure per i propri anziani, attenzione per i propri figli. Chiede di vivere in una città ordinata, pulita e serena. 

Qual è l’obiettivo? Vincere al primo turno o arrivare al ballottaggio?
Ho scelto di affrontare questa sfida senza pormi obiettivi. Non ho mai fatto calcoli nella mia vita. Ho scelto di dare ai riminesi una alternativa alla politica dell’arroganza e dei diktat delle segreterie di partito. La mia è una corsa molto in salita, sono consapevole di questo. Ma sono altrettanto consapevole, anzi vorrei dire convinta che la gente saprà scegliere bene ed affidare la guida della città ad una persona capace, competente e fuori da ogni condizionamento politico, affaristico e personale. 

Corre il rischio di governare una città dove ancora il covid avrà un suo peso, cosa ci lasciano questi due anni e come pensa vada affrontata questa ripartenza?
La ripartenza dopo il Coronavirus aprirà un periodo in cui si dovranno affrontare numerose sfide e fare scelte importanti, confrontandosi con un quadro normativo complesso ed articolato. Siamo ad un passo dalla fine di questo terribile periodo che lascerà segni indelebili nelle nostre vite e nella nostra storia. Credo che dovremo fare un sapiente utilizzo dei fondi del PNRR. Conto tantissimo su quello, perché potremo avviare tanti progetti per regalare a Rimini un grande cambiamento dal punto di vista delle infrastrutture, della mobilità, dell’ambiente, e delle case popolari e della salute. Cosi come sarà importante affrontare con metodo ed interventi di sostegno la crisi economica che la città ha subito in questi due anni, la chiusura di tantissimi negozi, l’uscita dal mercato del lavoro di tante donne e di tantissimi giovani ed il conseguente disagio sociale.

I giovani sono stati tra coloro che più hanno sofferto gli effetti della pandemia, oggi cosa consiglierebbe a un ragazzo o una ragazza per immaginare il proprio futuro?
I ragazzi e le ragazze hanno smesso di progettare e di avere prospettive spesso anche per difficoltà economiche, ma soprattutto per mancanza di visione, per sfiducia, disillusione. Quello che più ci deve di più interrogare è la loro perdita di prospettiva e fiducia per il futuro. Credo sia urgente una grande alleanza tra Istituzioni, famiglie, associazionismo che rimetta al centro i diritti dei giovani e giovanissimi non solo di progettare il futuro ma di vivere a pieno il presente. Ora più che mai è il momento del coraggio per dare alle ragazze e ai ragazzi, alle bambine e ai bambini, strumenti concreti per contrastare l’isolamento sociale, investire sui luoghi pubblici fisici e non dove si costruisce il cittadino e la cittadina, educare alla relazione, soprattutto con i più deboli e diffondere una cultura della solidarietà.

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