Emergenza caldo: alta l’attenzione del Comune a tutela degli anziani

Sono 517 quelli contattati e tenuti monitorizzati in vista delle temperature eccezionalmente alte

Di fronte alle previsioni che, anche sulla costa,prevedono almeno fino a venerdì,punte fino a circa 35 gradi, è alta l’attenzione della rete socio sanitaria riminese a tutela delle persone più fragili, specie delle persone anziane che vivono sole e con reti parentali o di vicinato deboli se non assenti. E' verso questa fascia di popolazione che il Piano per il contrasto delle ondate di calore coordinato da Ausl Romagna ha predisposto una serie di attenzioni per prevenire l'isolamento degli anziani e il conseguente disagio che col grande caldo può potenzialmente trasformarsi in criticità più gravi. Nel distretto di Rimini nord, sono 517 le persone contattate e seguite da vicino dal nucleo fragilità che, da quando è stato formato, nel 2007, ha fatto più di 27 mila telefonate a casa degli anziani. Al momento non si segnalano casi di gravi emergenza, 17 sono stati gli anziani che hanno chiamato il numero dell’emergenza caldo ma, il più delle volte, si è trattato solo di richiesta di informazioni o di voglia di confrontarsi con qualcuno. In pochi casi è stata aumentata la frequenza delle già previste visite a domicilio, con qualche somministrazione extra di flebo. Per queste fasce di popolazione è stato così predisposta l’intensificazione dei contatti e delle attenzioni specie da parte delle assistenti sociali così da consentire, qualora gli operatori riscontrino situazioni in cui si renda necessario un intervento di natura sanitaria o sociale, l’attivazione delle azioni e dei soggetti predisposti a risolvere la criticità.Il ruolo delle Assistenti sociali, in questi casi, è anche “semplicemente” di contatto, compagnia, rassicurazione.

Le principali azioni previste dal Piano Emergenza Caldo elaborato da Ausl Romagna contemplano in primo luogo lo stretto raccordo oltre che con gli enti locali e con i medici di medicina generale, con le associazioni di volontariato e le organizzazioni no profit per rendere gli interventi sinergici e quindi più efficaci. E’ inoltre prevista la condivisione con i centri sociali, le strutture di accoglienza di anziani e soggetti fragili, pubbliche e private, di piani di monitoraggio per il benessere degli ospiti ed eventuali misure per accrescerlo. Questi stessi soggetti, così come altri enti del pubblico o del privato sociale, nelle varie realtà, attiveranno iniziative, appositamente promosse, per facilitare ed eventualmente accogliere gli anziani in momenti di disagio climatico particolarmente forte.

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