Emergenza casa: nel 2013 un milione dal Comune di Rimini per i cittadini in difficoltà

Nei primi 6 mesi del 2014 già raddoppiati gli sfratti, messi in campo dall'Amministrazione una serie di interventi per aiutare le categorie più deboli

Quello della casa si conferma come uno dei principali problemi legati alle crescenti difficoltà sociali acuite dalla crisi economica. Numeri in aumento per il quale il Comune di Rimini sta sviluppando uno sforzo economico molto importante, mettendo complessivamente  a supporto di servizi e progetti dedicati, solo nel 2013, quasi un milione di euro. I numeri relativi ai primi tre mesi del 2014, facenti riferimento a tutto il territorio della Provincia di Rimini, evidenziano il trend in costante aumento degli sfratti, che hanno toccato a marzo quota 621. Proprio la consapevolezza della portata del problema casa ha portato il Comune di Rimini ad intervenire con una serie di strumenti e di interventi per cercare di offrire supporto e sostegno a chi si trova senza la possibilità di una abitazione. Una serie di strumenti differenziati che, complessivamente, hanno portato ad investire solo nel 2013 risorse complessive per circa un milione di euro. 

Già dall’estate 2012 l’amministrazione comunale è intervenuta con il Nuovo Pacchetto Welfare, una serie di interventi tra i quali interventi per famiglie sfrattate in carico ai servizi sociali (DGC 111/12); erogazione contributi a favore di nuclei familiari sottoposti a procedimenti esecutivi di sfratto in carico ai Servizi sociali Comunali e A.U.S.L. Gli interventi attivabili dai servizi sono finalizzati a rinviare l’esecuzione dello sfratto; facilitare il reperimento di una nuova abitazione; ricorso straordinario ad Alberghi o Residence. Questa tipologia di intervento permette di offrire la risposta più idonea possibile alle necessità dell’utente attraverso un progetto di sostegno individualizzato. Dall’entrata in vigore gli interventi attivati sono stati n. 70 per un totale di € 99.101,97. Dato 2013 int. n. 31 per € 43.000,00

Interventi a favore di nuove categorie di svantaggio per le quali, è prevista una presa in carico leggera con interventi anche a favore del disagio abitativo. Individuazione di 7 nuove categorie e interventi attivati: madri “sole” con figli minori a carico (64); invalidi civili con più del 75% (38); ex detenuti residenti (9); padri separati (3); persone in condizioni di disagio psico-sociale (35); ultra 50-enni che hanno perso il lavoro dal 2009 con minori a carico (10); ultra 55-enni che hanno perso il lavoro dal 2009 (42).

Il 56% delle risorse sono andate a finanziare progetti si sostegno all’abitare, mentre Il restante 44% è servito a finanziare progetti vari anche se la maggior parte è stato utilizzato per il pagamento delle utenze. Dall’entrata in vigore gli interventi attivati sono stati n. 305 per un totale di € 222.000,00. Nell’anno 2013 n. 178 per € 135.000,00. Questa tipologia di intervento, per la quale non è necessaria una presa in carico da parte dei servizi sociali, prevede la possibilità di erogare un contributo diretto a fronteggiare una situazione contingente di  grave disagio emergente. Le novità introdotte più interessanti sono  state l’estensione della possibilità di intervenire anche a favore di famiglie con minori, categoria precedentemente non prevista; l’estensione della possibilità di erogare contributi economici anche per problematiche legate al disagio abitativo. Il 60% delle erogate sono andate a favore di interventi per risolvere problemi concernenti il pagamento dell’affitto.Il restante 40% destinato al pagamento di utenze in scadenza. Dall’entrata in vigore gli interventi attivati sono stati n. 473 per un totale di € 457.000,00. Nel 2013 n. 278 per € 252.000,00.

Sul totale delle risorse disponibili nell’anno 2013 per le suddette tre nuove tipologie di intervento, pari ad € 430.000,00, il 68% è stato erogato per far fronte a problematiche riguardanti nello specifico il disagio abitativo. Il servizio Emergenza abitativa – area sociale monitora, con il supporto dei servizi sociali territoriali comunali e dell’A.U.S.L. situazioni di disagio abitativo di utenti in carico ai Servizi Sociali. Nel 2013 le assegnazioni sono state 18 a fronte di risorse comunali impiegate pari ad € 400.000,00 ca.

 Altri Progetti in campo sono il Residence dei Babbi è rivolto a padri separati che assolvono al dovere/obbligo di mantenimento dei figli; reddito effettivamente disponibile inferiore al minino INPS incrementato del 70%; residenti nel Comune di Rimini da almeno 3 anni; progetto di sostegno all’abitare del Servizio Sociale Professionale che preveda la necessità dell’inserimento. E’ uno strumento fondamentale per gli operatori che predispongono progetti di presa in carico per questa nuova vulnerabilità sia per la risoluzione della problematica abitativa sia come risorsa a supporto della funzione genitoriale. Il periodo max di permanenza negli alloggi è previsto in 18 mesi in cui gli inseriti corrisponderanno una quota di affitto pari ad € 150,00 più le spese. Ad oggi sono stati assegnati 8 alloggi su 8. La realizzazione del progetto “Albergo sociale” è stata affidata, a seguito di Istruttoria Pubblica Ex art. 43 LR 2/2003, all’Associazione Papa Giovanni XXIII. E’ una struttura adibita alla residenza temporanea di persone con problematiche riconducibili al disagio abitativo di tipo emergenziale ma anche a clienti esterni abituali o di passaggio a cui offrire accoglienza alberghiera. Il comune di Rimini ha, all’interno della struttura composta di 25 stanze, una quota riservata pari a 8 stanze per far fronte ai bisogni di coloro che a seguito di sfratto, ordinanza di sgombero o in condizione di una più generale fragilità sociale hanno la necessità  di risiedere nella struttura per un periodo limitato al rientro in autonomia. Tre mesi viene considerato un tempo utile per la risoluzione delle problematiche che hanno determinato la transitoria condizione di fragilità. L’Albergo sociale ha permesso di dare risposta a 23 nuclei familiari (46 persone) molto diversi tra loro: dal padre separato alla madre sola con minore a carico, da nuclei composti da padre – madre e minori ad anziani soli. Il progetto di durata triennale prevede un impegno totale di risorse comunali pari a € 150.000,00.

E’ in atto una convenzione con Eticredito per garantire alle famiglie prestiti per spese inerenti la locazione e per garantire i proprietari che stipulano contratti a “canone concordato”. La prima Convenzione è stata stipulata nel 2007  ed è stata poi successivamente rivista nel 2012. La seconda convenzione mira invece allaTutela per  proprietari e inquilini che decidono di utilizzare la tipologia contrattuale a “canone calmierato” mediante il rilascio di una garanzia (con la precedente convenzione era invece contemplato il rilascio di fidejussioni) che contempla il rimborso dei canoni di affitto non corrisposti dall’inquilino fino ad un max di n. 6 mensilità e delle spese legali  sostenute per l’attivazione dello sfratto fino ad un max di € 1.300,00. Lo stanziamento totale, che è stato depositato su 2 appositi conti correnti accesi c/o Eticredito,  ammonta ad € 566.469,78. I prestiti concessi dalla data di attivazione del servizio sono n. 363; fidejussioni e garanzie n. 36.​ A supporto delle forme di microcredito alle famiglie è stato approvato e finanziato un contributo nei Piani di Zona all’Associazione Famiglie Insieme.

Le sfide innovative per il futuro: il progetto “Housing first”. L' ”Housing First” è un modello di intervento nato negli Stati Uniti nel 1992 che prevede il rapido inserimento di persone che si trovano in condizione di grave marginalità, in abitazioni autonome al fine di offrire loro un’opportunità ma anche la responsabilità di una casa. L'idea progettuale nasce dalla riflessione che il giusto approccio è quello che mette al centro la persona quale soggetto attivo a cui dare la possibilità di abbandonare la propria condizione di marginalità. Rimini è una delle poche (e delle prime) realtà italiane dove si sperimenterà questo innovativo intervento di carattere sociale. Il progetto vede collaborazione e la co - progettazione con i soggetti del terzo settore riconoscendo e valorizzando la loro esperienza sul territorio. In particolare, tramite istruttoria pubblica, è stato affidato l’incarico ad una rete di gestione coordinata dalla Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Il progetto prevede il rapido inserimento abitativo di persone sole, senza fissa dimora, che si trovano da diverso tempo sul territorio comunale con problematiche di disagio psico - sociale. L’inserimento è accompagnato da un intenso lavoro di supporto e accompagnamento sociale e psicologico da parte di un’equipe multi professionale. Il progetto prevede l’acquisizione, da parte del soggetto del terzo settore che si occuperà della realizzazione di un parco alloggi di circa 10 unità distribuiti in varie zone della città.

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