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Minori, nuove regole per affidamento familiare e accoglienza in comunità

In Emilia-Romagna sono 3.436 i minori accolti in strutture o in affido. Di questi, 2.665 vivono fuori famiglia: 1.327 sono accolti in strutture residenziali (senza la presenza della madre) e 1.278 sono in affido (a tempo pieno)

In Emilia-Romagna sono 3.436 i minori accolti in strutture o in affido. Di questi, 2.665 vivono fuori famiglia: 1.327 sono accolti in strutture residenziali (senza la presenza della madre) e 1.278 sono in affido (a tempo pieno). Dati, aggiornati al 31 dicembre 2009, che rappresentano il contesto nel quale inserire la nuova direttiva in materia di affidamento familiare, accoglienza in comunità e sostegno alle responsabilità familiari che è stata approvata a maggioranza (astenuti Pdl e Lega nord) dalla Commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Monica Donini.

Il nuovo provvedimento (illustrato dall’assessore alle Politiche sociali, Teresa Marzocchi), riconfermando il valore delle scelte fondamentali compiute dalla normativa in vigore (DGR 846/07), aggiorna le regole in materia di tutela dei minorenni allontanati dalla loro famiglia o a rischio di allontanamento (in attuazione della legge regionale 14/08), conferma una visione di integrazione degli interventi di tutela del bambino o del ragazzo, nella quale l’accoglienza in comunità è concepita secondo un approccio unitario con gli affidamenti familiari e le adozioni e prevede gli opportuni raccordi nonché le aree di integrazione con le leggi che regolano l’ambito sanitario.

Tra le novità: riconoscimento dei casi complessi e delle reti di famiglie; aggiornamento delle tipologie di accoglienza; ridefinito numero ragazzi accoglibili e rapporto operatori (uno a 4); ridefinizione della composizione delle equipe professionali (2/3 personale con titolo e 1/3 con caratteristiche che lo facciano considerare risorsa); ridefinizione del percorso metodologico: diagnosi integrata per accesso, progetto quadro, progetto educativo individualizzato o PEI integrato (per i casi complessi), progetto di vita.

Destinatari della direttiva i soggetti istituzionali e non, che con funzioni differenziate esercitano un ruolo integrato nei processi di accoglienza dei minori temporaneamente fuori della propria famiglia, in particolare: il ragazzo, vero soggetto dell’intervento insieme alla sua famiglia; i Comuni e gli altri enti e soggetti, con particolare riferimento alle Aziende Usl, cui le norme statali e regionali attribuiscono funzioni o compiti in materia di tutela, protezione ed intervento a favore dell’infanzia e dell’adolescenza, nonché sostegno alla famiglia di origine e a quella affidataria; le famiglie, le reti di famiglie e le persone singole che accolgono bambini in affidamento familiare; i soggetti privati interessati, con particolare riguardo ai soggetti del terzo settore impegnati nell’accoglienza di bambini in difficoltà.

Positivo il giudizio espresso dai consiglieri del Pd. Per Marco Carini si evidenzia la qualità dell’offerta regionale. Per Marco Barbieri si conferma la capacità della Regione di dare risposte concrete in termini di servizi. Palma Costi condivide la svolta culturale della direttiva, auspicando attenzione al processo di revisione in atto per gli enti interessati. Per Roberta Mori è “positiva la gestione integrata del minore, con il coinvolgimento del mondo educativo".

Per chiarimenti sono intervenuti Andrea Pollastri (Pdl) sui costi delle tariffe e Roberto Corradi (Lega nord) su valutazioni e decisioni dell’assistente sociale. A questo proposito, il consigliere auspica una “super valutazione” rispetto alle scelte dell’assistente sociale.
 

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