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L'epidemia attacca il "Maccolini", 12 positivi nella casa di riposo che è pronta a blindarsi

La struttura gestita dalla Congregazione Suore di Carità di Maria Bambina era riuscita a superare indenne la prima ondata isolandosi dall'esterno

Era riuscita a superare indenne la prima ondata ma, con la nuova recrudescenza dell'epidemia di Coronavirus, anche la casa di riposo "Maccolini" di Rimini deve fare i conti con le positività al virus emerse negli ospiti della struttura gestita dalla Congregazione Suore di Carità di Maria Bambina. Ad innescare il focolaio, che ha interessato solo uno dei 7 reparti in cui è divisa la casa di riposo, è stata la positività di 3 operatori che a loro volta hanno contagiato i degenti. Al momento sono 12 gli anziani positivi su 180 persone, tra personale e suore, che vivono all'interno della struttura di via D'Azeglio nel cuore del centro storico di Rimini. "Il nostro istituto - ha spiegato suor Rita che dirige il "Macolini" - è stato diviso in 7 nuclei a compartimentazione stagna e, ciascuno, con il proprio personale. Una soluzione presa proprio per evitare che il virus possa circolare liberamente e, ogni reparto, ha il proprio team che opera esclusivamente al suo interno".

"Al momento - prosegue suor Rita - i malati di Coronavirus stanno abbastanza bene. La prima persona che si è ammalata, e che è stata ricoverata nel reparto Covid di Riccione, è già ritornata nella nostra struttura superando la fase critica della malattia. Per il resto stiamo combattendo la situazione con tamponi ogni mese e, nel reparto interessato dal focolaio, ogni settimana per tenere monitorata la diffusione. Lavoriamo per anticipare eventuali problematiche e, costantemente, siamo seguiti dagli infettivologi per non trovarci impreparati. Sul fronte della prevenzione, inoltre, già da tre settimane abbiamo stoppato le visite dei pazienti per evitare che dall'esterno arrivino ulteriori contagi. I nostri ospiti, comunque, possono contare sui tablet per le videochiamate ai parenti mentre, personalmente, mi faccio carico di telefonare ogni giorno ai parenti degli anziani nel reparto infetto per aggiornarli sulle condizioni dei loro cari".

"La cosa straordinaria - conclude suor Rita - è che il personale di uno dei nostri 7 reparti mi ha già chiesto di chiuderli dentro con gli ospiti per evitare qualsiasi contatto con l'esterno che potrebbe portare a delle positività. Questo dimostra una grande dedizione al nostro istituto e, allo stesso tempo, verso gli anziani. In questi giorni sto valutando la possibilità di accettare questa richiesta e ripristinare l'isolamento così come era successo nella prima ondata: si tratta solo di organizzare al meglio il reparto con il personale adeguato in maniera che, se in casi di emergenza qualcuno dei dipendenti dovesse uscire, rimanga un adeguato numero di persone per accudire gli anziani".

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