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Erano il terrore di banche, farmacie, tabaccherie e negozi. Arrestati dalla polizia

Specializzati in rapine, dove non esitavano a prendere in ostaggio i clienti pur di ottenere i contanti, sono stati bloccati dal personale della squadra Mobile due pericolosi malviventi autori di numerosi colpi nel riminese

In due distinte operazioni, gli inquirenti della squadra Mobile di Rimini sono riusciti ad arrestare due pericolosi malviventi ritenuti gli autori di numerosi colpi ai danni di banche, farmacie, tabaccherie e negozi che hanno funestato la città negli ultimi tempi. Il primo a finire in manette è un 35enne originario di Andria, in provincia di Bari, a Rimini senza fissa dimora. Pluripregiudicato, e con una fedina penale lunga 10 pagine, il pugliese è stato arrestato in una comunità terapeutica per il recupero dei tossicodipendenti, in provincia di Pesaro, dove si era nascosto dopo l'ultimo colpo. In particolare, al malvivente viene addebitata con assoluta certezza la tentata rapina avvenuta, lo scorso 23 gennaio, ai danni della farmacia San Michele di via Circonvallazione Occidentale. In quella occasione il 35enne, armato di taglierino, aveva atteso che la responsabile chiudesse il negozio per entrare in azione e affrontare la donna con la lama. La prontezza della farmacista, tuttavia, aveva messo in difficoltà il rapinatore e, invece del portafoglio con l'incasso, la donna aveva estratto il cellulare per chiamare il 113 facendo così fuggire l'uomo. Gli inquirenti della polizia sono ancora al lavoro per cercare di capire se il pugliese, attualmente in carcere dopo l'ordinanza di custodia cautelare, possa essere il responsabile di altri colpi.

Il secondo arrestato è, invece, un albanese 51enne vecchia conoscenza delle forze dell'ordine in quanto rapinatore seriale di banche. L'uomo era già stato arrestato nel 2001 con l'accusa di aver svaligiato 4 istituti di credito nella zona di Miramare e, in quella occasione, era stato condannato a 5 anni di reclusione. Il suo modus operandi era sempre lo stesso: si imbarcava dalla ex Jugoslavia per arrivare in Italia nel porto di Ancona, grazie a varie connivenze nella provincia di Rimini metteva a segno le rapine per poi, in treno, ritornare in Albania attraverso il nord Italia. Di lui si erano perse le tracce quando era stato scarcerato nel 2006 ma, nell'estate del 2013, il 51enne è tornato in Riviera per svaligiare altre banche. In particolare, a lui viene attribuito il colpo del 22 luglio dello scorso anno quando, armato di taglierino, entrò in azione nella Banca Valmarecchia di Miramare  riuscendo a impossessarsi di 20500 euro e a fuggire indisturbato. Il secondo colpo del malvivente fu quello del 24 settembre ai danni della Banca di Rimini dove, sempre con un taglierino, entrò nella filiale di viale Vespucci riuscendo a farsi consegnare dal cassiere 4100 euro. In quella occasione, inoltre, l'albanese non esitò a prendere in ostaggio una sventurata cliente che, sotto la minaccia della lama, fu costretta a dare all'uomo i 950 euro che stava per depositare in banca.

Non è stato invece convalidato dal gip di Rimini il fermo di polizia nei confronti di un 26enne riminese, noto negli ambienti dei tossici, ritenuto essere uno degli autori delle varie rapine che hanno afflitto la città negli ultimi due mesi. Una vera e propria escalation, almeno 8 i colpi tra tentati e riusciti, che hanno visto finire nel mirino dei malviventi lavanderie, tabaccherie, farmacie e altre strutture della città. Tutti questi colpi hanno, come denominatore comune, di essere stati messi a segno all'ora di chiusura del negozio gestito quasi sempre da donne da almeno due individui, uno alto e uno più basso, che hanno minacciato il responsabile per farsi consegnare i contanti. 

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