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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Eritemi cutanei, scarafaggi e muffa: i rifugiati scappano dai centri di accoglienza per tornare a Rimini

Quaranta sono già tornati indietro. Altri 12 lo stanno facendo proprio in queste ore. I rifugiati abbandonato i Cas (Centri di accoglienza straordinaria) di Liguria, Molise e Piemonte per rientrare a Rimini

Quaranta sono già tornati indietro. Altri 12 lo stanno facendo proprio in queste ore. I rifugiati abbandonato i Cas (Centri di accoglienza straordinaria) di Liguria, Molise e Piemonte per rientrare a Rimini. Su 130 persone che finora hanno accettato il trasferimento attraverso i canali ministeriali, oltre 50 sono già tornati e sono in procinto di far rientro nel Riminese. I motivi? Sostanzialmente due. I rifugiati lamentano strutture non idonee, fatiscenti, lontane da qualsiasi servizio, isolate e soprattutto c’è il problema di ritrovarsi in Italia in una parte distante da Rimini dove ci sono parenti, amici e conoscenti. La comunità ucraina di Rimini conta infatti su oltre 5.000 persone che già da anni si sono stabilizzate in Riva all’Adriatico, persone che lavorano, hanno attività e si sono integrate nella comunità.

I rifugiati scappano dai centri di accoglienza per far ritorno a Rimini

Le immagini in arrivo dai Cas, recapitate alla redazione di RiminiToday, fanno intendere come la situazione non sia soddisfacente per i rifugiati. Sistemazioni fatiscenti, muffa ai muri, sanitari rotti, scarafaggi sui pavimenti. C’è chi lamenta anche eritemi alla pelle a causa delle scarse condizioni di pulizia. Altri rifugiati che hanno accettato un posto in un Cas lamentano la mancanza di qualsiasi tipo di servizio nelle vicinanze, con negozi e farmacie anche a 14 chilometri. I casi sono riferiti a un Cas ligure, in provincia di Genova. Ma una dozzina di profughi stanno proprio nella giornata di lunedì (4 aprile) abbandonando anche alcune sistemazioni in Piemonte per fare rientro a Rimini. Segnalazioni di insoddisfazione anche dal Molise.

I nodi dell'accoglienza - I rifugiati: "Usate il cuore, non mandateci via"

Tra i rifugiati ci sono tante storie differenti. Ma con un aspetto in comune: la fuga dalla guerra. Ci sarebbe una famiglia di dieci persone, con sei figli minori a carico, che già aveva difficoltà economiche in Ucraina e ora si trova sprovvista di tutto. Ma tra chi è scappato c’è anche la storia dell’imprenditore che è arrivato a bordo della sua Porsche Cayenne, ora si ritrova con i conti bloccati e vorrebbe cercare di vendere la macchina per poter vivere in Italia provvisoriamente e non c’è modo per via del conflitto. Oppure c’è il commerciante, che aveva 18 negozi di telefonia in Ucraina e ora non si trova più nulla.

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