Morì per una dose di eroina, arrestati i pusher

Assicurati alla giustizia i pusher accusati di aver spacciato la dose di eroina che ha stroncato il 20 giugno scorso Massimo Garrone, 41enne torinese

Assicurati alla giustizia i pusher accusati di aver spacciato la dose di eroina che ha stroncato il 20 giugno scorso Massimo Garrone, 41enne torinese. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Rimini hanno arrestato lunedì pomeriggio un marocchino di 30 anni, già in carcere al “Casetti”, e un 40enne di Taranto, residente a Rimini, e già noto alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio, in esecuzione ad un'ordine di custodia cautelare firmata dal gip Fiorella Casadei.

La misura restrittiva era stata richiesta dal sostituto procuratore Stefano Celli. Garrone venne trovato senza vita il pomeriggio del 20 giugno al parco “Marecchia” dagli agenti della locale Questura. Aveva una siringa  infilata nel polpaccio destro. Il decesso era stato provocato da una “intossicazione acuta da alcool etilico ed oppiacei (eroina)”. Secondo gli inquirenti il tarantino aveva messo in contatto il torinese con il giovane marocchino, che aveva spacciato la droga a Garrone, il quale a sua volta aveva ricompensato il 40enne per il favore ricevuto regalandogliene una piccola quantità.

Tra l’altro, anche ul pugliese aveva avuto modo di constatare l’elevata tossicità dell’eroina che aveva Garrone. La sostanza era stata verosimilmente tagliata con farmaci reperiti in giro e veleno per topi trovato all’interno delle cassette e delle trappole posizionate sotto il ponte dei Mille, che contenevano stricnina. L'accusa di cui dovranno rispondere i due fermati è di concorso in detenzione illegale e spaccio di eroina, nonchè concorso in morte come conseguenza di altro delitto.

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