Escort di lusso condannata per rapina nei confronti di un giovane cliente

Stessa sentenza nei confronti del "fidanzato" della ragazza accusati di aver rapinato la vittima poco prima di un rapporto a pagamento. La donna, nel tentativo di discolparsi, ha presentato l'estratto conto della banca con un saldo da 800mila euro e il pm ha disposto una verifica fiscale

Vicenda boccaccesca quella discussa martedì mattina in Tribunale a Rimini dove, come imputata, una escort ungherese 33enne e il "fidanzato" italiano 37enne  sono stati chiamati a rispondere di rapina nei confronti di un cliente 35enne della ragazza. La vicenda risale al marzo del 2011 quando il cliente, un ragazzo riminese, decide di regalarsi una notte di sesso sfrenato e contatta l'ungherese attraverso un sito internet. Secondo quanto ricostruito in aula, in quella telefonata non si è parlato di prezzi e, quando il riminese si presenta a casa della 33enne cade letteralmente dalle nuvole quando scopre che, per intrattenersi con lei, deve sborsare 500 euro. Nonostante l'avvenenza della escort, per il giovane quei soldi sono troppi e, dopo un lungo mercanteggiare, la ragazza decide di tagliare la tariffa del 50% ma a questo punto il ragazzo non più in vena di "romanticherie" sceglie di troncare sul nascere il rapporto mercenario e di andarsene. L'ungherese, tuttavia, per il tempo "perso" nella contrattazione pretende di essere pagata ugualmente e, per darle man forte, da una stanza dell'appartamento spunta il "fidanzato" della 33enne e, secondo il racconto della vittima, i due non lo avrebbero fatto uscire di casa se non dopo avergli stappato di mano 100 euro.

Dopo la brutta avventura, il 35enne riminese, costituitosi parte civile con l'avvocato Piero Venturi, decide di rivolgersi ai carabinieri e di denunciare i due per rapina e, questa mattina difesi dall'avvocato Carlo Alberto Zaina, sono stati condannati entrambi a 1 anno e 4 mesi con la sospensione della pena. In un disperato tentativo di difesa, l'ungherese ha voluto rilasciare delle dichiarazioni spontanee prima che il collegio del Tribunale di ritirasse per deliberare. Per dimostrare che non aveva bisogno di fare una rapina, la 33enne ha esibito alla corte il proprio estratto conto con un saldo da 800mila euro ma questo si è dimostrato un vero e proprio boomerang: dopo la sentenza, il pubblico ministero ha chiesto la trasmissione degli atti alla Guardia di Finanza per una verifica fiscale alla escort.

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