Esplosione al bancomat, l'autore tradito da un'impronta: arrestato

Un 37enne bolognese è finito arrestato per furto aggravato. E' ritenuto responsabile di un colpo con gas esplosivo contro uno sportello bancomat . E' avvenuto alle 7 di sabato mattina a Bologna, al termini di una intensa ed efficace attività info-investigativa

Un 37enne bolognese è finito arrestato per furto aggravato. E’ ritenuto responsabile di un colpo con gas esplosivo contro uno    sportello  bancomat . E’ avvenuto alle 7 di sabato mattina a Bologna, al termini di una intensa ed efficace attività info-investigativa, diretta dalla locale Procura di Rimini, immediatamente successiva all’esplosione del Bancomat presso la Banca Unicredit di Cattolica in via Giosuè Carducci la notte del 13 novembre 2013.

I militari dell’Aliquota Operativa dipendente dalla Compagnia Carabinieri di Riccione hanno tratto in arresto un  37 enne Bolognese già gravato da analoghi pregiudizi di polizia. In particolare, la stessa notte, alle ore 03.00 circa a seguito della forte deflagrazione, un cittadino, tramite numero d’emergenza “112” richiedeva l’intervento dei Carabinieri che, nonostante immediatamente fossero accorsi sul posto, non riuscirono a fermare i rei che già si erano dati alla fuga a bordo di un’Audi di grossa cilindrata (il colpo fruttò circa 30.000 euro). Sul posto oltre ai militari della locale Tenenza, accorrevano anche i militari dell’Aliquota Operativa dipendente dalla Compagnia Carabinieri di Riccione per effettuare un maggiore accurato sopralluogo mediante l’utilizzo di polveri idonee ad esaltare le eventuali impronte papillari ed inoltre per visionare i filmati della filiale.

Mentre i filmati permettevano di vedere solo 2 persone incappucciate senza poterne scorgere i volti,  fortunatamente, sulla batteria, lasciata in loco, utilizzata dai malviventi per attivare il cortocircuito necessario all’esplosione dei gas dagli stessi immesso all’interno dello sportello bancomat ( tecnica ormai classica), i militari, riuscivano ad esaltare un’impronta papillare utile (dotata di tutte le creste papillari necessarie per risalire all’identità di un soggetto), che veniva prontamente inviata al RIS di Parma per le attività di identificazione. Dopo qualche mese, i militari dell’Aliquota Operativa, ricevuti gli esami dal RIS, con decreto di perquisizione emesso dalla locale Procura di Rimini, si recavano in Bologna per perquisire l’abitazione dell’ormai noto 37 enne, bolognese, con esito positivo, in quanto venivano rinvenuti degli utensili della stessa marca della batteria su cui è stata rilevata l’impronta papillare nonché una scheda telefonica con su impresse altre utenze, tutte attivate lo stesso giorno, ed intestate a cittadini stranieri, rappresentante tipica tecnica di coloro che effettuano questi tipi di reati, che utilizzano sempre delle schede nuove per ogni singolo furto per eludere ogni tipo di attività di indagine.

Sulla scorta di questi elementi i militari approntavano una richiesta di custodia cautelare, pienamente condivisa dalla locale Autorità Giudiziaria, che eseguivano in data odierna. L’arrestato veniva accompagnato presso il carcere di Bologna a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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