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Giovedì, 29 Settembre 2022
Cronaca Riccione

"Se rivuoi il cellulare dacci i soldi", estorsione e sequestro di persona sventato dalla vigilanza privata

Gli addetti alla sicurezza che pattugliano la spiaggia di Riccione hanno salvato un turista vittima di una gang di giovani che è stata arrestata dai carabinieri

E' andata bene per un 18enne di Busto Arsizio che, in vacanza a Riccione, è finito nel mirino di una gang che ha cercato di estorcergli del denaro per un mancato pagamento di droga. Secondo quanto ricostruito, nella notte tra lunedì e martedì gli addetti alla sicurezza dell'istituto di vigilanza Vigilar stavano pattugliando la spiaggia della Perla Verde quando verso le 2.40 la loro attenzione è stata attirata da un gruppo di giovani che si spostava tra i bagni 122 e 127. Tre ragazzi, tutti 24enni e di origini senegalesi, e una ragazza anche lei senegalese 20enne avevano circondato il turista che appariva molto preoccupato e gli addetti della vigilanza hanno dato l'allarme facendo accorrere una pattuglia dei carabinieri. I militari dell'Arma si sono precipitati sul posto e hanno fermato tutti i presenti. E' emerso che il giovane italiano era stato vittima del furto di un costoso smartphone e che la banda si era offerta di restituirglielo previo il pagamento di un "riscatto". Il cellulare, come ricostruito dai carabinieri, era stato sequestrato in quanto un amico del turista aveva acquistato dai senegalesi della sostanza stupefacente per poi allontanarsi senza pagarla e lasciando il 18enne in balia degli spacciatori. E stato a questo punto che il 18enne si era visto sottrarre il telefonino e pare che stesse venendo accompagnato dai malviventi al bancomat più vicino per prelevare il denaro necessario alla restituzione del cellulare. I tre malviventi sono stati quindi ammanettati per rapina aggravata in concorso, detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e sequestro di persona ai fini di estorsione. La ragazza, invece, è stata denunciata a piede libero così come gli altri tre per porto abusivo di oggetti atti ad offendere e ricettazione. Uno dei 24enni, inoltre, era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Corte d’Appello di Milano per reati commessi nel milanese.

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