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Estorceva 500 euro al mese alla ex moglie come 'risarcimento'

Minacciava da tempo la sua ex moglie con l'intento di estorcerle 500 euro al mese, visti come un risarcimento "vitalizio" per i 10 anni di matrimonio trascorsi con la donna

Minacciava da tempo la sua ex moglie con l’intento di estorcerle 500 euro al mese, visti come un risarcimento “vitalizio” per i 10 anni di matrimonio trascorsi con la donna. Intorno alle 19 di giovedì, a Rimini, i militari dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri ed i colleghi della Stazione di via Destra del Porto hanno arrestato D.I., moldavo, classe 1978, divorziato e nullafacente, perchè responsabile di estorsione. Questa vicenda è stata risolta grazie al coraggio ed all’esasperazione della vittima.

La storia nasce circa 2 anni fa, quando la giovane moglie, stanca delle vessazioni del marito che rincasava ogni sera ubriaco, insultandola, ha deciso di separarsi. Dopo un certo periodo di tranquillità, l’uomo però è riuscito a rintracciarla ed ha cominciato ad intimorirla talmente da costringerla a dormire nell’abitazione dell’anziano, dove esercita la professione di badante o a casa di una cara amica che la accoglieva.

Ciò nonostante, dopo essere riuscita a far perdere le proprie tracce per più di un anno, l’ex marito la rintracciava nuovamente e, insultandola e minacciandola di morte, le richiedeva di restituirgli la somma di 8mila euro in 'comode' rate mensili da 500, da consegnare ogni 26 del mese, quale risarcimento per i dieci anni di matrimonio trascorsi insieme. Quindi, dopo aver effettuato un primo versamento, all’ennesima richiesta minacciosa dell’ex marito la donna si è presentata dai Carabinieri per denunciare il tutto.

E' stato predisposto un servizio di osservazione che ha permesso di constatare il prelievo della somma di denaro da parte del moldavo che era arrivato in bicicletta. Il malvivente, dopo aver percorso solo pochi metri è stato bloccato dai Carabinieri e ammanettato. L’arrestato è stato associato presso la casa circondariale di Rimini a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
 

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