Evade dagli arresti domiciliari per commettere uno scippo

Per il malvivente, catturato dalla polizia di Stato, questa volta si sono aperte le porte del carcere

Lo scorso 28 giugno gli agenti della polizia di Stato si erano messi alla caccia di due malviventi che, in sella a uno scooter, avevano scippato una borsa in via XX Settembre. Grazie alla memoria della vittima e dei testimoni, che avevano annotato parte della targa, gli agenti erano risaliti a un 36enne riminese già noto alle forze dell'ordine che si trovava agli arresti domiciliari per altri reati. Il personale della Questura si era così precipitato a casa dell'uomo che, però, in quel momento era assente e la madre lo aveva giustificato sostenendo che si era recato in ospedale per delle cure. I successivi accertamenti presso l'Infermi, tuttavia, avevano fatto emergere che il 36enne non si era mai presentato all'appuntamento.

Lo stesso 36enne, poco dopo, si era presentato spontaneamente al posto di polizia del nosocomio riminese senza però essere in grado di fornire una valida documentazione atta a dimostrare l’autorizzazione concessa per assentarsi e sottoporsi alla terapia. Un comportamento anomalo con gli agenti che, vista la situazione, hanno chiesto conto all'uomo sul perchè lo scooter intestato al padre fosse stato segnalato come quello utilizzato per commettere lo scippo. Messo alle strette, il 36enne ha fatto delle parziali ammissioni sostenendo di non essere lui l'autore del colpo ma di sapere dove si trovava lo borsa rubata alla signora e ha accompagnato gli agenti in una zona del parco Marecchia dove, effettivamente, la refurtiva è stata ritrovata.

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Visto il comportamento del 36enne gli agenti lo hanno portato in Questura dove, oltre ad addebitargli l'accusa di furto con destrezza, gli è stato contestato anche il reato di evasione ed è stato quindi arrestato. Date le gravi violazioni del malvivente alle prescrizioni impartite dall’Autorità Giudiziaria consistenti nel perpetrare reati nelle fasce orarie in cui era stato autorizzato ad allontanarsi dal luogo dove era sottoposto agli arresti domiciliari il giudice ha deciso di aggravare la misura della custodia cautelare disponendo per lui il carcere. Rintracciato dagli agenti della polizia di Stato nella mattinata di martedì nella sua abitazione, il 36enne è stato quindi portato in Questura per le pratiche di rito e poi trasferito nel carcere riminese dei "Casetti".

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